Stampi e stampaggio plastica per l’idraulica
Corpi valvola, otturatori, sedi, raccordi, flange e componenti di tenuta: pezzi in cui una tolleranza mancata non è un difetto estetico, è una perdita.
Per il settore idraulica costruiamo stampi e stampiamo corpi valvola, otturatori, sedi, raccordi e componenti di tenuta, sia con stampi nostri sia in conto terzi con stampi del cliente. È il settore meno indulgente di tutti: la tolleranza sulla sede non è un requisito di qualità, è la funzione. Un centesimo fuori e il pezzo perde — quindi si progetta il ritiro, si costruisce la cavità in tolleranza e si controlla sui primi pezzi, in quest’ordine.
- Presse
- 9, da 50 a 500 tonnellate, dieci ore al giorno
- Peso pezzo
- Da 0,2 a 100 g
- Materiali tipici
- PA66, PA66 GF, PPA, PPS, POM, PP
- Configurazioni
- Slitte e carrelli per le geometrie interne, camera calda
- Controllo
- Report dimensionale sui primi pezzi, controllo in linea
- Volumi
- Dalla pre-serie alla grande serie
- Certificazione
- ISO 9001:2015
I componenti tipici per il settore idraulica.
Accanto a ogni componente c’è il vincolo che lo governa: è quello che determina il progetto dello stampo, e quindi il costo e la vita del pezzo.
Corpi valvola
Geometrie interne complesse con sottosquadri: quasi sempre servono slitte, e ogni slitta è tempo ciclo e un’usura in più da manutenere.
Otturatori e sedi
La coppia che fa la tenuta. Le due quote vanno tenute insieme, e si progettano insieme anche se sono due stampi diversi.
Raccordi e portagomma
Filetti e calettamenti su standard di mercato: nessuna libertà sulla quota, il pezzo deve avvitare su ciò che esiste già.
Flange e coperchi
Planarità sulla superficie di tenuta: se il pezzo si imbarca la guarnizione non recupera.
Componenti con inserti filettati
Metallo e polimero insieme: le due dilatazioni vanno considerate, altrimenti la tenuta cambia con la temperatura.
Con cosa si stampa, e perché
La scelta del polimero viene prima dello stampo: cambia l’acciaio, il ritiro da compensare, il tempo ciclo e il piano di manutenzione. Deciderla tardi è la ragione più frequente per cui un progetto si rifà.
Lo stampaggio a iniezione- PA66 e PA66 caricata vetro
Resistenza meccanica e a pressione, con l’assorbimento d’acqua da compensare in progettazione perché sposta la quota.
- PPA e PPS
Dove il fluido è caldo o aggressivo e la poliammide non basta: stabilità dimensionale superiore, costo superiore.
- POM e PP
Il POM per gli otturatori che scorrono, il PP dove serve resistenza chimica su applicazioni a bassa pressione.
Cosa chiede questo settore.
Dove un requisito è una certificazione che non abbiamo, lo trovi scritto qui sotto. Preferiamo perdere una richiesta adesso che una trattativa in fase di audit.
- Tolleranze sulle sedi di tenuta dichiarate e verificate su pezzi di produzione, con report dimensionale
- Comportamento a pressione e a temperatura del fluido di esercizio, dichiarato per valori continui
- Compatibilità chimica con il fluido, che va verificata sul grado di materiale e non sulla famiglia
- Stabilità della quota con l’umidità, che sulla poliammide è il fattore che più spesso spiega una perdita comparsa dopo settimane
Cosa guardiamo per primo su un progetto di questo settore
- 01L’assorbimento d’acqua della poliammide: la quota misurata all’uscita dalla pressa non è quella che il pezzo avrà fra un mese
- 02Le slitte sui corpi valvola, che vanno ridotte al minimo in progettazione perché ognuna costa tempo ciclo e manutenzione
- 03La planarità delle superfici di tenuta, che dipende dal raffreddamento dello stampo più che dal controllo finale
Progettiamo lo stampo partendo dal pezzo: analizziamo il disegno, verifichiamo con la simulazione Moldflow che il materiale riempia bene la cavità, e correggiamo geometria, spessori e punto di iniezione prima che l’acciaio venga toccato.
Costruiamo lo stampo interamente nella nostra officina di Barlassina: lavorazioni CNC, elettroerosione a filo e a tuffo, montaggio e collaudo.
Stampiamo su nove presse a iniezione da 50 a 500 tonnellate, dieci ore al giorno, tutti i principali tecnopolimeri.
Facciamo manutenzione ordinaria programmata e interventi straordinari sugli stampi, anche su quelli costruiti da altri.
Ogni operazione dopo lo stampaggio è un pezzo che si movimenta, una persona che lo tocca e un costo che non torna.
Che tolleranze riuscite a tenere su una sede di tenuta?
Dipende dalla geometria e dal materiale, e la risposta seria si dà sul disegno. Il principio che seguiamo è dichiararne poche e tenerle davvero: meglio due quote critiche garantite e controllate che venti quote strette sul disegno che nessuno verifica. Il ritiro del materiale si compensa nella cavità, non si spera in fase di stampaggio.
Perché la poliammide cambia quota dopo la produzione?
Perché assorbe umidità dall’aria e si dilata. Su una sede di tenuta lo spostamento è sufficiente a cambiare il comportamento. Si gestisce condizionando il pezzo prima del controllo o scegliendo un materiale meno igroscopico: è una delle prime cose che verifichiamo quando compare una perdita che al collaudo non c’era.
Fate anche i componenti che si accoppiano fra loro?
Sì, ed è il modo migliore di affrontarli: otturatore e sede si progettano insieme, con il gioco di accoppiamento deciso a tavolino invece che scoperto al montaggio. Quando i due stampi nascono nello stesso ufficio tecnico, quel gioco è un numero e non una sorpresa.
Cosa leggere prima di chiedere un preventivo.
La guida tecnica dedicata a questo settore →
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