Costruzione stampi per pressofusione zama e alluminio
Stampi per pressofusione di zama e alluminio progettati e costruiti a Barlassina. Costruiamo lo stampo; la colata resta alla tua fonderia.
Costruiamo stampi per pressofusione di zama e alluminio, progettati e lavorati da noi a Barlassina come gli stampi a iniezione. La distinzione da fare subito, perché cambia con chi devi parlare: lo stampo lo facciamo noi, i pezzi no — la colata la fa la tua fonderia, e lo stampo glielo consegniamo pronto. Zama e alluminio sono due mestieri diversi dentro lo stesso nome: lo zinco si cola a 400-420 °C in camera calda e uno stampo dura mezzo milione di colpi, l’alluminio a 660-710 °C in camera fredda e lo stesso stampo ne fa 80.000-150.000. È quella differenza di temperatura, non la geometria, a decidere acciaio, termoregolazione e prezzo.
- Leghe
- Zama 5 (ZnAl4Cu1) e leghe di alluminio da pressofusione
- Colata
- Zama 400-420 °C camera calda · alluminio 660-710 °C camera fredda
- Vita utile attesa
- Zama 500.000-1.000.000 colpi · alluminio 80.000-150.000
- Ritiro compensato
- 0,6-0,8% sulla zama
- Cosa consegniamo
- Lo stampo. La colata resta alla tua fonderia
- Certificazione
- ISO 9001:2015
I sintomi sono questi.
Se ne riconosci uno, il problema è questo. Chiamaci prima di provare a girare i parametri: quasi sempre la pressa non c’entra.
- Hai un pezzo in plastica che si deforma sotto carico o vicino a una fonte di calore, e stai valutando il metallo
- Il tuo stampo per zama ha finito la vita e non sai se rigenerarlo o rifarlo
- Ti hanno preventivato uno stampo per alluminio e il prezzo ti sembra fuori scala rispetto a uno per zama
- La fonderia ti chiede uno stampo nuovo e tu non hai un costruttore di fiducia
- Devi capire quante impronte servono prima di sapere quanto ti costerà il pezzo
L’intervento, nel dettaglio
- 01
Prima: zama o alluminio
Non è una preferenza, è una conseguenza del pezzo. La zama scende a pareti di 0,5-1 mm e tiene tolleranze strette, ma sopra 80-100 °C sotto carico scorre e il pezzo si deforma dopo mesi. L’alluminio vuole 1,5-2,5 mm ma regge il calore e pesa un terzo. Se la risposta è «alluminio» il preventivo cambia di categoria, e vale la pena saperlo prima.
- 02
Progetto della figura e del ritiro
Sulla zama il ritiro da compensare sta fra 0,6 e 0,8%: si progetta la cavità in tolleranza e si verifica sui primi pezzi, in quest’ordine. Sfiati fra 0,10 e 0,25 mm con lamelle: sotto 0,08 si intasano e il pezzo resta poroso, sopra 0,30 fa bava.
- 03
Acciaio e trattamento
È qui che zama e alluminio si separano davvero. Lo zinco a 400 °C aggredisce l’acciaio molto meno dell’alluminio a 700: sullo stesso stampo cambia l’acciaio, cambia il trattamento e cambia quanto durerà. Un preventivo che non distingue i due casi non è un preventivo.
- 04
Termoregolazione
Sull’alluminio si lavora a 180-250 °C a olio con i canali a 20-30 mm dalla figura: uno stampo freddo fa giunti freddi, uno spruzzo di distaccante troppo abbondante toglie 100-150 °C in un secondo ed è la prima causa di crepe. La fatica termica — l’heat checking — è ciò che finisce la vita dello stampo, non l’usura meccanica.
- 05
Il numero di impronte, che è la decisione economica
Il costo del pezzo è il costo dello stampo diviso i pezzi che ci farai sopra. Il conto lo facciamo con i tuoi volumi prima del preventivo, non dopo: è l’unico modo per sapere se conviene una impronta o quattro.
- 06
Rigenerazione, quando ha senso
Uno stampo per zama arrivato a fine vita spesso si rigenera invece di rifarlo, e costa una frazione. Guardiamo lo stampo e lo diciamo — anche quando la risposta è «rifallo», che capita.
Quanto costa uno stampo per pressofusione in zama?
Da 8.000-12.000 € a una impronta, 15.000-30.000 € con 2-4 impronte e carrelli, 35.000-70.000 € oltre le otto impronte. Ma il numero che decide non è quello: è il costo per pezzo. Uno stampo da 24.000 € su 150.000 pezzi l’anno fa 0,16 € a pezzo il primo anno e 0,05 € cumulati al terzo — ed è quel conto, non il prezzo di listino, che dice se lo stampo è caro.
Fate anche la pressofusione, o solo lo stampo?
Solo lo stampo. Lo progettiamo, lo costruiamo e te lo consegniamo pronto; la colata la fa la tua fonderia. Lo diciamo qui perché è la prima cosa da chiarire: se cerchi chi ti fornisce i pezzi finiti in zama, noi non siamo l’interlocutore giusto e ti facciamo perdere tempo.
Perché uno stampo per alluminio dura molto meno di uno per zama?
Per la temperatura, e per niente altro. La zama si cola a 400-420 °C, l’alluminio a 660-710: circa 260 °C di scarto. La pelle della figura passa da 200 a oltre 450 °C a ogni colpo, e quel ciclo termico produce l’heat checking — il reticolo di micro-crepe che finisce la vita dello stampo. Stessa geometria, stesso costruttore, un ordine di grandezza di differenza sui colpi.
Posso usare per l’alluminio uno stampo nato per la zama?
Quasi mai, e non è una questione di robustezza: l’acciaio, il trattamento e la termoregolazione sono dimensionati su un’altra temperatura. Nei casi in cui si può fare lo diciamo dopo aver guardato lo stampo, non prima.
Conviene rigenerare uno stampo vecchio invece di rifarlo?
Sulla zama spesso sì, perché la struttura regge e a consumarsi sono la figura e le parti mobili. Sull’alluminio dipende da quanto è avanzato l’heat checking: se ha raggiunto le zone a vista, rigenerare significa spostare il problema di qualche mese. Si guarda lo stampo e si dice quale delle due, con il conto davanti.
I settori in cui questo lavoro pesa.
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