Stampaggio di tecnopolimeri tecnici e caricati
Stampaggio di tecnopolimeri tecnici: poliammidi caricate vetro, POM, PC, PBT, PPS e PEEK. Materiali che chiedono processo controllato e acciai adeguati.
Stampiamo tecnopolimeri tecnici e caricati: poliammidi con carica vetro, POM, PC, PBT e, dove serve, PPS e PEEK. Sono materiali che non perdonano — il caricato vetro consuma lo stampo, la poliammide assorbe umidità e sposta la quota, gli alte prestazioni hanno finestre di processo strette. Il lavoro sta nel governare quelle tre cose, non nel mettere il granulo in tramoggia.
- Materiali
- PA6, PA66, PA GF, POM, PC, PBT, PPS, PEEK, TPE
- Cariche
- Vetro fino al 50%, minerali, autolubrificanti
- Essiccazione
- Controllata per famiglia di materiale
- Manutenzione
- Programmata sui cicli, non sul calendario
- Certificazione
- ISO 9001:2015
I sintomi sono questi.
Se ne riconosci uno, il problema è questo. Chiamaci prima di provare a girare i parametri: quasi sempre la pressa non c’entra.
- Il pezzo deve reggere carico, temperatura o attrito e il PP non basta
- Le quote derivano dopo qualche settimana di magazzino
- Lo stampo si consuma più in fretta di quanto era stato previsto
- Il fornitore attuale non se la sente di stampare quel materiale
- Serve sostituire un componente metallico con uno in plastica tecnica
L’intervento, nel dettaglio
- 01
Deumidificazione controllata
Poliammidi, PC, PBT e PEEK vanno essiccati prima, e il tempo dichiarato dal produttore non è indicativo. Un materiale stampato umido dà pezzi che sembrano buoni e non lo sono.
- 02
Compensazione del ritiro
I caricati ritirano in modo diverso nella direzione del flusso e in quella trasversale. Non è una cosa che si corregge in pressa: si compensa nella cavità, in fase di progetto.
- 03
Acciai dimensionati sull’abrasione
Una PA30 consuma uno stampo dimensionato per il PP in una frazione dei cicli previsti. Su un caricato l’acciaio e i trattamenti si scelgono diversi, e il piano di manutenzione si conta in cicli.
- 04
Alte prestazioni
PPS e PEEK hanno finestre di processo strette e temperature che non tutte le presse tengono. Si valuta caso per caso e si dice quando non è il posto giusto.
- 05
Condizionamento prima del controllo
La quota di un pezzo in poliammide appena uscito dalla pressa non è quella che avrà fra un mese. Dove conta, si condiziona prima di misurare.
Il caricato vetro rovina lo stampo?
Lo consuma, e molto più in fretta di un materiale non caricato. Non è un problema se lo stampo è stato dimensionato sapendolo: acciaio adeguato, trattamenti sulle zone di flusso e manutenzione contata in cicli. Diventa un problema quando uno stampo pensato per il PP viene messo a lavorare con una PA30.
Perché le quote cambiano dopo la produzione?
Perché la poliammide assorbe umidità dall’aria e si dilata. È fisiologico e prevedibile: si gestisce condizionando il pezzo prima del controllo o scegliendo un materiale meno igroscopico. È la prima cosa che verifichiamo quando compare una deriva dimensionale che al collaudo non c’era.
Si può sostituire un pezzo metallico con uno in tecnopolimero?
Spesso sì, e il guadagno è peso, costo e assenza di lubrificazione. Va verificato sul carico reale e sulla temperatura di esercizio continua — non su quella di picco, che è il dato che di solito viene dichiarato per primo e che porta a scegliere un materiale che costa il triplo del necessario.
I settori in cui questo lavoro pesa.
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