Risucchi sul pezzo stampato: perché e come si evitano
Un risucchio è materiale che si ritira raffreddando. Si combatte con la geometria, non con la pressione — e le regole sono numeriche.
Un risucchio è un avvallamento sulla superficie del pezzo che compare dove il materiale è più spesso: raffreddando, la plastica si ritira verso l'interno e la superficie sprofonda. Non è un difetto di stampaggio, è un difetto di progettazione — e si risolve quasi sempre riducendo e uniformando gli spessori, non alzando la pressione.
Perché il risucchio nasce dove nasce?
La plastica si ritira quando passa dallo stato fuso a quello solido. Il ritiro non è uniforme: le zone sottili solidificano per prime, quelle spesse restano fuse più a lungo e continuano a contrarsi quando la superficie esterna si è già irrigidita. Il materiale che manca viene preso da dove può, e quel «dove può» è la superficie visibile.
Per questo i risucchi compaiono sempre negli stessi tre posti: dietro le nervature, dietro i bossaggi, e nei punti in cui una parete spessa incontra una sottile.
Le tre regole numeriche
Sono regole pratiche, non leggi fisiche: valgono sulla grande maggioranza dei tecnopolimeri e si scostano nei casi particolari.
Nervature: dal 50 al 60% dello spessore della parete
Se la parete è 2 mm, la nervatura alla base non dovrebbe superare 1,0-1,2 mm. Una nervatura dello stesso spessore della parete garantisce il risucchio, ed è l'errore più comune che vediamo sui disegni che ci arrivano. Se serve rigidezza, si aggiungono più nervature sottili invece di una spessa.
Bossaggi: parete esterna al 60% dello spessore
Un bossaggio per vite autofilettante è un tubo attaccato a una parete. Se il tubo è pieno o troppo spesso alla base, il risucchio si vede sul lato opposto — che di solito è il lato a vista. Si risolve svuotandolo e collegandolo alla parete con nervature sottili invece che con un raccordo massiccio.
Spessore uniforme, transizioni graduali
La regola che vale più di tutte: mantenere lo spessore costante. Quando un cambio di spessore è inevitabile, si raccorda su una lunghezza di almeno tre volte la differenza, invece di fare un gradino. Un gradino netto è una linea di rottura e un punto di risucchio insieme.
Cosa si può fare quando il pezzo è già congelato?
Non sempre si può ridisegnare. In quel caso restano tre leve, in ordine di efficacia decrescente:
- Spostare il punto di iniezione verso la zona spessa, così l'impaccamento arriva dove serve prima che il canale solidifichi.
- Rivedere il raffreddamento dello stampo nella zona critica: raffreddare più uniformemente riduce la differenza di ritiro.
- Aumentare pressione e tempo di mantenimento. È la leva a cui si ricorre per prima e quella che funziona meno: comprime il difetto, non lo elimina, allunga il tempo ciclo e spesso introduce tensioni interne e bave.
Se il problema si risolve solo alzando la pressione, il pezzo è progettato male e lo pagherai a ogni ciclo per tutta la vita dello stampo.
Come si vede prima di costruire?
Una simulazione di riempimento e raffreddamento mostra la mappa del ritiro sul pezzo prima che l'acciaio venga toccato: dove il materiale arriva per ultimo, dove resta fuso più a lungo, dove la superficie sprofonderà. È il momento più economico per scoprirlo — dopo, ogni correzione è acciaio già lavorato da rifare.
Le tre regole in una tabella
| Elemento | Regola | Su una parete da 2 mm |
|---|---|---|
| Nervatura | 50-60% dello spessore della parete | 1,0-1,2 mm alla base |
| Bossaggio | parete esterna al 60%, svuotato | 1,2 mm, collegato con nervature sottili |
| Cambio di spessore | raccordo su almeno 3× la differenza | salto di 0,5 mm → raccordo su 1,5 mm |
Il dato nostro
Nei progetti che passano dalla nostra progettazione, la correzione degli spessori è la modifica che proponiamo più spesso, e quasi sempre riguarda le nervature. È anche la più economica: cambiare un numero in un modello 3D costa niente, cambiarlo su uno stampo montato costa una settimana di officina.
Quando questa regola non vale?
Sui materiali molto caricati (vetro al 30% e oltre) il ritiro è minore e le proporzioni cambiano: si può stare più vicini allo spessore della parete senza vedere risucchi. Sui pezzi estetici a vista, al contrario, anche un risucchio che rientra nelle regole può essere inaccettabile, e allora si interviene sulla texture della superficie. Le regole servono a partire, non a chiudere la discussione.
Il passo successivo
Se hai un pezzo che risucchia, mandaci il modello 3D o anche solo una foto del difetto: nella maggior parte dei casi si capisce dalla geometria dove nasce. Scrivici, l'analisi è gratuita.
Approfondimenti collegati
- Le otto regole di progettazione — il quadro completo, di cui lo spessore è la prima regola.
- L'angolo di sformo — l'altra correzione che proponiamo più spesso.
- Le tolleranze che si tengono davvero — un risucchio è anche un problema dimensionale.
Domande frequenti
- Si possono togliere i risucchi agendo sulla pressa?
Si possono attenuare — più pressione di mantenimento, più tempo, stampo più freddo — ma ogni parametro spostato per nascondere un risucchio peggiora qualcos'altro: tempo ciclo, tensioni interne, deformazioni. È una toppa, non una soluzione.
- Perché il risucchio si vede sul lato opposto alla nervatura?
Perché la massa in eccesso è alla base della nervatura, e il ritiro tira la superficie più vicina: quella liscia dall'altra parte, che di solito è il lato a vista. È il motivo per cui il difetto sembra comparire dove non c'è niente.
- Il risucchio dipende dal materiale?
Sì: il ritiro cambia molto tra polimeri, e un semicristallino come il PP ritira parecchio più di un amorfo come l'ABS. Le regole sullo spessore restano le stesse, cambia quanto puoi permetterti di scostartene.
- Come si vede prima di costruire lo stampo?
Con l'analisi di riempimento sul modello 3D. Costa poche ore e mostra dove il materiale resta caldo più a lungo, che è esattamente dove comparirà il risucchio. È il confronto più conveniente che esista: ore contro settimane.
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