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Meccanica P&B
Progettazione e difetti

Tolleranze stampaggio a iniezione: cosa si può tenere

La domanda non è «quanto stretto riuscite a starci»: è «su quali quote conviene chiederlo».

Nello stampaggio a iniezione le tolleranze realistiche dipendono dalla dimensione della quota, dal materiale e da dove cade la quota rispetto al piano di divisione dello stampo. Su quote piccole e ben posizionate si tengono tolleranze strette senza problemi; su quote grandi, o che attraversano il piano di divisione, o su materiali che si ritirano molto, la stessa richiesta può raddoppiare il costo dello stampo senza portare nessun beneficio funzionale.

Perché non esiste una tolleranza «dello stampaggio»?

Un pezzo stampato non è lavorato per asportazione: è colato in una cavità e poi si ritira raffreddando. Il ritiro non è un difetto, è il processo. Vale dallo 0,3% circa per alcuni amorfi fino al 2-3% per certi semicristallini, e cambia con la geometria dello stesso pezzo: una zona spessa si ritira più di una sottile.

Lo stampo viene costruito già compensando il ritiro previsto. Ma il ritiro previsto è una stima, e la differenza tra stima e realtà è ciò che si vede in campionatura.

Le quattro cose da cui dipende una tolleranza

La dimensione della quota. Una tolleranza assoluta su 10 mm e la stessa su 200 mm sono due richieste completamente diverse, perché il ritiro è proporzionale: più lunga è la quota, più millimetri di ritiro ci sono da compensare.

Il materiale. Un policarbonato amorfo si ritira poco e in modo prevedibile. Un poliammide semicristallino si ritira molto e in modo direzionale — cioè in misura diversa lungo il flusso e trasversalmente. Sui semicristallini le tolleranze strette costano molto di più.

Dove cade la quota. Una quota che sta interamente dentro una metà dello stampo è governata da un solo pezzo di acciaio. Una quota che attraversa il piano di divisione dipende anche dal come le due metà si chiudono, e quel «come» ha un gioco che nessuna lavorazione elimina. Stessa regola per le quote che passano da una slitta: ogni movimento aggiunge tolleranza.

La stabilità del processo. Temperatura, pressione, tempo di mantenimento: una variazione nei parametri sposta le quote. Per questo la ripetibilità del processo — e la sua documentazione — è parte della tolleranza, non un accessorio.

La regola che fa risparmiare di più

Marcare come critiche solo le quote funzionali. Sono quelle che devono combaciare con qualcos'altro: accoppiamenti, sedi, interassi di fissaggio, battute. Tutto il resto va in tolleranza generale.

Ogni quota critica in più significa una lavorazione più accurata sullo stampo, spesso elettroerosione dove sarebbe bastata la fresatura, e un controllo dimensionale più lungo su ogni lotto — per sempre. Su un disegno pieno di tolleranze strette, il costo si vede sul preventivo dello stampo e poi di nuovo su ogni fattura di produzione.

Nella nostra esperienza è la voce di spreco più comune tra quelle evitabili: disegni che arrivano con dieci quote critiche di cui due lo sono davvero.

Come si scrive un disegno che non fa perdere tempo?

  1. Una tolleranza generale dichiarata per tutto ciò che non è marcato.
  2. Le quote funzionali evidenziate, poche, con il motivo se non è ovvio.
  3. Il riferimento di misura dichiarato: da dove si misura cambia il risultato.
  4. Il materiale con la sigla esatta e la percentuale di carica.
  5. Le superfici a vista indicate, perché condizionano il punto di iniezione e la posizione delle linee di giunzione.

Un disegno con queste cinque cose si preventiva in un giorno. Senza, si preventiva con delle assunzioni — e le assunzioni le paga qualcuno.

Da cosa dipende una tolleranza

VariabileEffetto sulla quota
Ritiro del polimeroun semicristallino ritira più di un amorfo, e in modo meno prevedibile
Posizione della quotainterna a una metà stampo tiene molto meglio che a cavallo del piano di divisione
Dimensione assolutalo scostamento cresce con la misura: la stessa tolleranza è facile su 10 mm e difficile su 200
Stabilità del processotemperature, tempi e lotto di materiale costanti valgono quanto la costruzione

Il dato nostro

La campionatura serve esattamente a questo: i primi pezzi si misurano e si documentano, e se una quota critica non rientra si corregge lo stampo prima della serie. Correggere in campionatura costa ore; scoprirlo su ottomila pezzi costa il lotto.

È il motivo per cui la serie non parte finché il cliente non ha approvato il report dimensionale — anche quando c'è fretta, soprattutto quando c'è fretta.

Quando conviene chiedere stretto lo stesso?

Ci sono casi in cui la tolleranza stretta si paga e vale: accoppiamenti a tenuta, sedi di cuscinetti o boccole, quote che entrano in un assieme certificato, componenti che devono essere intercambiabili tra lotti diversi. Lì non si discute — si progetta lo stampo di conseguenza e si mette in conto un controllo più severo.

Il punto non è mai «stretto o largo»: è sapere quali sono le due o tre quote per cui vale la pena.

Il passo successivo

Mandaci il disegno con le quote funzionali evidenziate: ti diciamo quali sono realistiche, quali costano sproporzionatamente e dove si può allargare senza perdere niente. Vedi anche le otto regole di progettazione. Scrivici.

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Domande frequenti

Che tolleranze si possono davvero tenere nello stampaggio a iniezione?

Su quote piccole interne a una metà stampo si sta strette; su quote grandi, a cavallo del piano di divisione o su materiali molto ritirosi si allarga parecchio. La domanda giusta non è «quanto stretto», è «su quale quota e perché».

Perché chiedere tolleranze strette costa due volte?

Prima in costruzione, perché servono più lavorazione e più controllo. Poi in produzione, perché il processo va tenuto in una finestra più stretta e gli scarti aumentano per tutta la vita dello stampo. Se la quota non è funzionale, è costo puro.

I materiali caricati tengono meglio le quote?

In genere sì: la carica riduce il ritiro e lo rende più prevedibile. In cambio è abrasiva e consuma lo stampo più in fretta, quindi il vantaggio dimensionale si paga sulla manutenzione.

Come si scrive un disegno che non fa perdere tempo a nessuno?

Poche quote critiche, dichiarate come tali, con riferimento chiaro e modalità di misura. Tutto il resto in tolleranza generale. Un disegno con trenta quote strette dice al costruttore che nessuna è davvero importante.

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Lorenzo Pivetta

Direzione commerciale · Meccanica P&B

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