Quanto costa uno stampo a iniezione: le 6 voci del prezzo
Il prezzo di uno stampo non è un listino: è la somma di sei decisioni tecniche. Quali sono, quanto pesano, e cosa nel preventivo non c'è.
Uno stampo a iniezione costa da poche migliaia di euro per una geometria semplice a mono-cavità fino a oltre 50.000 euro per uno stampo multi-cavità complesso con camera calda e movimenti. La forbice è così ampia perché il prezzo non dipende dal pezzo che vedi, ma da sei decisioni tecniche che si prendono prima di toccare l'acciaio.
Perché non esiste un listino degli stampi?
Uno stampo non è un prodotto: è un'attrezzatura costruita su misura per un pezzo specifico, che dovrà produrlo per anni. Due pezzi che a occhio si somigliano possono avere costi di attrezzatura che differiscono di quattro volte, perché quello che conta non è la forma esteriore ma cosa serve per ottenerla ripetutamente, per milioni di volte, senza intervento umano.
Chiunque ti dia un prezzo prima di aver visto il modello 3D sta tirando a indovinare, e lo scoprirai in campionatura.
Le sei voci che decidono il prezzo
1. Il numero di cavità
È la voce che pesa di più. Passare da una a quattro cavità non quadruplica il costo dello stampo — di solito lo raddoppia o poco più — ma divide per quattro il tempo macchina per pezzo. Su volumi alti si ripaga rapidamente; su volumi bassi è capitale immobilizzato inutilmente. È una decisione economica, non tecnica, e va fatta con i numeri di produzione davanti.
2. La complessità della geometria
I sottosquadri sono la voce che fa più danni al preventivo. Ogni geometria che impedisce al pezzo di uscire dallo stampo lungo la direzione di apertura richiede un movimento — una slitta, un carrello, un estrattore inclinato — e ogni movimento è un meccanismo in più che va progettato, costruito, montato, registrato e poi mantenuto per tutta la vita dello stampo.
Spesso una modifica minima al pezzo, decisa in fase di progettazione, elimina un sottosquadro e con esso qualche migliaio di euro di attrezzatura. È la ragione per cui vale la pena far vedere il disegno prima di congelarlo.
3. L'acciaio e il trattamento
L'acciaio si sceglie in base ai cicli previsti e a cosa si stampa. Un polipropilene e un poliammide caricato vetro al 30% non aggrediscono la superficie allo stesso modo: il secondo è abrasivo e su un acciaio scelto male consuma le cavità in una frazione dei cicli attesi. Risparmiare sull'acciaio è il modo più rapido per pagare due volte lo stesso stampo.
4. Il sistema di alimentazione
Canale freddo o camera calda. La camera calda costa di più — è un impianto termoregolato dentro lo stampo — ma elimina la materozza, quindi elimina lo scarto di materiale a ogni ciclo e accorcia il tempo ciclo. Su produzioni continuative si ripaga; su una pre-serie da qualche migliaio di pezzi no.
5. Le tolleranze richieste
Le tolleranze non si comprano a metro: si comprano a scaglioni. Passare da una tolleranza commerciale a una stretta su una quota funzionale può significare lavorazioni di finitura in più, elettroerosione dove sarebbe bastata la fresatura, e un collaudo dimensionale più lungo. Chiedere tolleranze strette dove non servono è una delle voci di spreco più comuni nei preventivi che ci arrivano.
6. Il sistema di raffreddamento
È la voce che si vede meno nel preventivo e che si sente di più nel costo del pezzo. Un circuito di raffreddamento progettato bene abbassa il tempo ciclo; il tempo ciclo moltiplicato per i pezzi che produrrai in dieci anni è, quasi sempre, molto più del costo dello stampo intero.
Cosa nel preventivo non c'è?
Il preventivo di uno stampo copre la costruzione dello stampo. Nella filiera classica, dove progettista, costruttore e stampatore sono aziende diverse, restano fuori altre voci che paghi comunque: il trasporto dello stampo tra i fornitori, le ore del tuo ufficio tecnico spese a coordinarli, le rilavorazioni quando il disegno e la pressa non si sono parlati, e il fermo macchina quando lo stampo si blocca e il costruttore è a duecento chilometri.
Su progetti reali di media complessità queste voci valgono, messe insieme, una quota a due cifre del costo complessivo. Le abbiamo scomposte una per una nella pagina sui costi, con i pesi relativi.
Tre ordini di grandezza, per orientarsi
| Tipo di stampo | Ordine di grandezza | Quando è la scelta giusta |
|---|---|---|
| Pilota, acciaio pretemprato, 1 cavità | poche migliaia di euro | validare il prodotto prima della serie |
| Serie semplice, 1-2 cavità, acciaio temprato | decine di migliaia | volumi medi, geometria senza movimenti |
| Serie multi-cavità, camera calda, movimenti | oltre 50.000 euro | grandi volumi, pezzo complesso |
Sono ordini di grandezza, non un listino: servono a capire in quale fascia si sta ragionando prima di chiedere un preventivo.
Il dato nostro
Sui progetti che seguiamo dall'inizio alla fine — progettazione, costruzione e stampaggio nello stesso stabilimento — la voce che sparisce del tutto è il trasporto dello stampo, perché lo stampo non esce mai; e quella che si riduce di più è la rilavorazione, perché il progettista lavora a venti metri dalle presse e il difetto si scopre in simulazione invece che in campionatura.
Quando questo ragionamento non vale?
Se ti serve una decina di pezzi, una volta sola, uno stampo non è la risposta: la strada è la stampa 3D o un service di prototipazione. Il ragionamento sul costo dello stampo ha senso da qualche migliaio di pezzi in su, ed è esattamente il calcolo che facciamo in questo articolo sul punto di pareggio.
Il passo successivo
Se hai un modello 3D o anche solo il pezzo finito, l'analisi tecnica è gratuita: guardiamo la geometria, ti diciamo dove si può semplificare e cosa cambia sul preventivo. Raccontaci il progetto — rispondiamo entro 24 ore lavorative.
Come si confrontano due preventivi che non si assomigliano?
Riportandoli alla stessa base prima di guardare le cifre. Due preventivi per lo stesso pezzo arrivano quasi sempre con voci diverse, ed è questo a rendere il confronto difficile: non si stanno confrontando due prezzi, si stanno confrontando due progetti.
Il metodo funziona in quattro passaggi.
- Verificare che il numero di cavità sia lo stesso. Uno stampo a 2 impronte e uno a 4 non sono confrontabili: costano diverso e producono diverso. Se le proposte divergono, si chiede a entrambi un prezzo sulla configurazione che si è deciso di adottare.
- Verificare l'acciaio. Un preventivo con acciaio pretemprato e uno con acciaio temprato differiscono in modo strutturale sulla vita utile, non sul prezzo di oggi.
- Chiedere cosa succede alla prima revisione. Chi la include, chi la fattura, in quanti giorni.
- Sommare il costo del pezzo sui primi tre anni di produzione prevista. È qui che la differenza di tempo ciclo — che nel preventivo non compare da nessuna parte — diventa la voce più grande di tutte.
Fatti questi quattro passaggi, la cifra più bassa e la scelta migliore coincidono molto meno spesso di quanto sembri all'inizio.
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- Quante cavità deve avere lo stampo — la decisione che sposta di più il preventivo.
- Stampo a iniezione o stampa 3D — se attrezzare conviene, con la formula del pareggio.
- Stampi dalla Cina: il calcolo vero — le sette voci che si aggiungono dopo il preventivo.
Sul territorio
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Le voci che compongono il prezzo
- L'acciaio dello stampo — la scelta che decide quanti cicli reggerà.
- Il raffreddamento — dal 50 al 70% del tempo ciclo, e il tempo ciclo è il costo.
- La lucidatura e la finitura — quanto costa una superficie, e quando serve davvero.
- Quanto dura uno stampo — su quanti pezzi si spalma la spesa.
- Gli stampi usati — quando l'usato conviene e quando è un problema comprato.
Domande frequenti
- Perché non esiste un listino degli stampi?
Uno stampo non è un prodotto: è un'attrezzatura costruita su misura per un pezzo specifico, che dovrà produrlo per anni. Quello che conta non è la forma esteriore ma cosa serve per ottenerla ripetutamente, milioni di volte, senza intervento umano.
- Chi possiede lo stampo dopo che l'ho pagato?
Lo stampo è del cliente che lo ha pagato e resta suo. Va messo per iscritto nell'ordine insieme alla condizione di riconsegna: è la clausola che conta il giorno in cui si cambia fornitore, ed è anche il momento peggiore per scoprire che non c'era.
- Si può pagare a rate?
È prassi dividere in tranche legate agli avanzamenti — ordine, acciaio, campionatura, accettazione. È anche una tutela per chi compra: l'ultima tranche si paga sui pezzi buoni, non sulle promesse.
- Quanto incide l'acciaio sul prezzo finale?
Meno di quanto si pensi sul preventivo, molto di più sulla vita utile. Con materiali caricati o corrosivi risparmiare sull'acciaio si paga due volte: prima in manutenzione, poi rifacendo le zone consumate.
- Quanto tempo serve per avere lo stampo?
Da 5-7 settimane per una geometria semplice a 10-14 settimane per uno stampo con movimenti e camera calda, campionatura inclusa. La progettazione pesa quanto l'officina, ed è la fase in cui si risparmia o si perde di più.
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