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Meccanica P&B
Difetti di stampaggio

Deformazione dei pezzi stampati: perché si imbarcano

Perché un pezzo stampato a iniezione esce storto o si imbarca nelle ore successive, come si legge la forma della deformazione e dove si interviene: processo, stampo, disegno o materiale.

Un pezzo stampato si deforma quando ritira in modo diverso da una zona all'altra. Le cause sono quattro: lo stampo che raffredda in modo non uniforme, spessori di parete diversi, le fibre di rinforzo orientate dal flusso, le tensioni lasciate da un mantenimento sbilanciato. La forma della deformazione dice quale delle quattro è, ed è da lì che si parte.

Come si legge la forma della deformazione?

Ogni causa lascia una firma. Prima di cambiare un parametro conviene guardare il pezzo e chiedersi che forma ha preso.

Come si deformaCausa più probabileDove si interviene
Piatto che si incurva sempre dallo stesso latouna metà dello stampo più calda dell'altratermoregolazione dello stampo
Angoli che si chiudono verso l'internospigolo interno che raffredda maleraffreddamento del punzone, raggi
Svergolato, a elica, su un pezzo lungofibre orientate in modo diverso nelle due metàpunto di iniezione, materiale
Zona spessa che tira e deforma la parete vicinaspessori disuniformidisegno del pezzo
Diverso vicino al punto di iniezione e in fondomantenimento che compatta una zona più dell'altraprocesso
Dritto all'estrazione, storto il giorno doporitiro che continua fuori dallo stampotempo di raffreddamento, materiale

L'ultima riga è quella che trae in inganno più spesso: il pezzo si misura a bordo pressa, è in tolleranza, e la deformazione arriva in magazzino. Nei semicristallini il ritiro continua per ore, e le quote si verificano a 48 ore dallo stampaggio, non appena estratte: è la stessa ragione per cui le tolleranze raggiungibili cambiano da un materiale all'altro.

Perché il pezzo si piega verso la metà più calda?

Perché la superficie che raffredda più lentamente continua a ritirare dopo l'estrazione, si accorcia più dell'altra e tira il pezzo dalla sua parte. Pochi gradi di differenza fra le due metà dello stampo bastano a imbarcare un pezzo piatto e largo.

La causa tipica è nel punzone: sta dentro il pezzo, è circondato dalla plastica calda e ha meno spazio per i canali di raffreddamento della matrice. Su pezzi profondi, tipo scatole e coperchi, il punzone lavora più caldo e gli angoli si chiudono verso l'interno. Il rimedio sta nello stampo: canali più vicini alla superficie, lame o fontanelle d'acqua dentro il punzone, inserti in materiali che conducono meglio il calore. È la parte del raffreddamento dello stampo che decide la forma del pezzo oltre al tempo ciclo.

Perché i caricati vetro si deformano di più?

Perché le fibre si orientano lungo il flusso e bloccano il ritiro in quella direzione, ma non di traverso. Il pezzo ritira meno lungo le fibre e di più nell'altra direzione: in un caricato vetro la differenza può arrivare al doppio. Se l'orientamento cambia da una zona all'altra, il pezzo si svergola.

Nei caricati vetro la posizione del punto di iniezione decide quindi la forma del pezzo, e si sceglie guardando l'orientamento che produce. È il caso in cui la simulazione rende di più: mostra le fibre prima che esistano.

Anche senza carica, i semicristallini — polipropilene, polietilene, POM, poliammide — ritirano di più e in modo più direzionale degli amorfi come ABS e policarbonato, e si deformano più facilmente a parità di disegno.

Cosa si prova in pressa, e cosa no?

In pressa si recupera una deformazione piccola, non una grande. Le leve sono tre:

  1. Le temperature delle due metà. Se il pezzo si piega verso un lato, si raffredda di più quel lato. Si misura sulla figura, non sul termoregolatore.
  2. Il tempo di raffreddamento. Più tempo nello stampo significa meno ritiro fuori, ma allunga il ciclo e quindi il costo del pezzo.
  3. La pressione di mantenimento. Un mantenimento più uniforme, a profilo, riduce la differenza fra la zona vicina al punto di iniezione e il fondo.

Se servono tutte e tre al limite, la deformazione non è di processo. Si ricorre a volte a una dima di raffreddamento fuori dallo stampo: funziona, ma è un'operazione in più per ogni pezzo, e il pezzo conserva le tensioni che l'hanno deformato.

Quando la soluzione è nel disegno?

Quando la deformazione nasce da spessori diversi. Una zona spessa ritira più di una sottile e tira la parete accanto: è lo stesso meccanismo che produce i risucchi, visto su tutto il pezzo invece che su un punto. Le regole della progettazione per lo stampaggio — parete uniforme, nervature più sottili della parete, raggi negli spigoli — sono prima di tutto regole contro la deformazione.

In Meccanica P&B la simulazione del riempimento si usa proprio qui: su pezzi piatti, lunghi o caricati vetro calcola ritiro e orientamento zona per zona prima di costruire lo stampo. Su uno stampo già in produzione, invece, si interviene sulla termoregolazione o con una modifica mirata nell'officina accanto alle presse.

Domande frequenti

Perché i pezzi stampati si deformano?

Perché non ritirano nello stesso modo in tutte le zone. Quando una parte del pezzo ritira più di un'altra, il pezzo si piega per compensare. Le cause sono quattro: uno stampo che raffredda in modo non uniforme, spessori di parete diversi, fibre di rinforzo orientate dal flusso e tensioni lasciate da una pressione di mantenimento sbilanciata fra il punto di iniezione e il fondo del pezzo.

Da che parte si piega un pezzo stampato?

Verso la metà dello stampo che era più calda. La superficie che raffredda più lentamente continua a ritirare dopo l'estrazione, si accorcia più dell'altra e tira il pezzo dalla sua parte. Per questo la prima misura da fare su un pezzo che si imbarca è la temperatura delle due metà dello stampo, sulla superficie della figura e non sul termoregolatore.

Un pezzo deformato si può raddrizzare dopo lo stampaggio?

Si può tenere in una dima di raffreddamento mentre finisce di ritirare, ed è una soluzione usata. È però un rimedio a valle: costa un'operazione e una dima per ogni pezzo in raffreddamento, e il pezzo conserva le tensioni che l'hanno deformato, che possono tornare fuori con il calore. Se la deformazione è grande, conviene intervenire sullo stampo o sul disegno.

La simulazione può prevedere la deformazione?

Sì, ed è uno degli usi più utili della simulazione del riempimento. Calcola ritiro e orientamento delle fibre zona per zona e mostra la forma che il pezzo prenderà prima di costruire lo stampo. Su pezzi piatti, lunghi o in caricato vetro permette di correggere spessori, raffreddamento e punto di iniezione quando costa un'ora di progetto invece di un intervento sull'acciaio.

Cambiare materiale riduce la deformazione?

Spesso sì, ma va valutato con le prestazioni che il pezzo deve avere. Un amorfo come ABS o PC ritira meno e in modo più uniforme di un semicristallino; una carica minerale riduce la deformazione rispetto alla fibra di vetro, che la accentua; gradi a basso ritiro esistono per quasi tutti i polimeri. È l'ultima leva, non la prima, perché cambia anche resistenza e costo.

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Lorenzo Pivetta

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