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Meccanica P&B
Stampi per pressofusione

Stampo pressofusione alluminio: acciai, vita utile, crepe

Alluminio a 660-700 °C in camera fredda: shock termico, crepe da fatica termica, vita utile molto più corta della zama. Costruiamo lo stampo a Barlassina, la pressofusione la fa il cliente.

Per chi ha un componente in alluminio da mandare in produzione, o uno stampo che comincia a crepare e non sa se conviene rigenerarlo. Com'è fatto uno stampo per pressofusione alluminio e dove si stacca da uno per zama.

Lo costruite?

Lo stampo sì. A Barlassina: progettazione, fresatura, elettroerosione a tuffo e a filo, aggiustaggio, manutenzione e rigenerazione. Non facciamo pressofusione: fondere e iniettare l'alluminio resta al cliente, sulla sua pressa a camera fredda o presso la sua fonderia. Ingombro e impronte si valutano sul pezzo.

Perché l'alluminio è più severo della zama?

VoceValoreCosa succede se sbagli
Macchina (del cliente)camera fredda, dose versata a ogni colpoRiempimento in 20-100 ms: attacco e sfiati si dimensionano su quel tempo.
LegaAlSi9Cu3 (EN AB-46000), colata 660-700 °CCirca 260 °C più della zama, che lavora a 400-420 °C in camera calda: la pelle della figura passa da 200 a oltre 450 °C a ogni colpo, e lì nasce l'heat checking.
Acciaio1.2343 (X37CrMoV5-1, AISI H11) da ESR, o 1.2344 (X40CrMoV5-1, AISI H13)L'H13 ha più carbonio: più durezza, meno tenacità, e sull'alluminio crepa prima.
Durezza44-48 HRC, da rinvenimento a 580-620 °C e comunque almeno 30 °C sopra l'esercizioOltre 50 HRC le crepe corrono; sotto 42 HRC la figura cede e l'alluminio ci si salda.
Termoregolazione180-250 °C a olio, canali a 20-30 mm dalla figuraStampo freddo: giunti freddi. Canale troppo vicino: la crepa lo raggiunge e perde olio.
Distaccantespruzzo a ciclo, diluizione 1:80-1:150Spruzzo abbondante: 100-150 °C tolti in un secondo, prima causa di crepe.
Sfiati e vuoto0,10-0,25 mm con lamelle, vuoto sotto i 100 mbarSotto 0,08 mm si intasano e il pezzo resta poroso; sopra 0,30 mm bava.
Ritiro e sformi0,5-0,7 %, cioè 5-7 mm/m; 1-3° sui nucleiQuota fuori tolleranza su acciaio temprato: si recupera con inserti nuovi.

Quanto dura uno stampo per pressofusione alluminio?

Da 80.000 a 150.000 colpi con manutenzione programmata, contro i 500.000-1.000.000 di uno per zama. Lucidatura ogni 5.000-10.000 colpi, sfiati e circuiti ogni 25.000, ripresa della figura quando le crepe superano i 3 decimi. Le riprese intermedie non chiudono la vita dello stampo: la accorciano solo se si arriva tardi.

Si può usare per l'alluminio uno stampo nato per la zama?

No. Cambiano acciaio, durezza, sezione degli sfiati, portata dei circuiti e spessore dei tasselli, perché la macchina è a camera fredda e non a camera calda e la lega arriva 260 °C più calda. Un adattamento regge qualche migliaio di colpi e poi cede.

Lo facciamo per uno come te?

Ci rientriamoMeglio altrove
Stampo nuovo per alluminio o zama, poche impronteChi cerca chi gli pressofonde i pezzi
Rigenerazione e modifica di stampi, anche non nostriGetti in sabbia, gravità, microfusione
Chi ha pressa o fonderia e gli manca lo stampoPezzo unico di prova senza seguito

Quando NON siamo la scelta giusta?

Se cerchi i pezzi finiti non siamo noi: presse per pressofusione non ne abbiamo e non fondiamo metallo. Se il disegno cambia ogni settimana, l'acciaio temprato è lo strumento sbagliato per quella fase. E se il pezzo esce dagli ingombri della tua macchina, prima si rivede il pezzo.

Cosa serve per il preventivo?

  1. Modello 3D (STEP o Parasolid) e 2D con le quote da tenere.
  2. Lega, volumi annui e vita utile attesa in colpi.
  3. Pressa su cui girerà lo stampo: tonnellaggio, camera di iniezione, distanza colonne.

Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative: fattibilità, impronte proposte, punti da discutere. Il preventivo è sempre sul disegno: non abbiamo un listino a peso o a impronta.

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Domande frequenti

In cosa differisce uno stampo per alluminio da uno per zama?

La zama entra in figura a 400-420 gradi con macchina a camera calda, l'alluminio a 660-700 gradi con macchina a camera fredda: circa 260 gradi di scarto a ogni colpo, e li paga la superficie dello stampo. Uno stampo per zama arriva a 500.000-1.000.000 di colpi, uno per alluminio va in revisione fra 80.000 e 150.000 colpi. Cambiano anche acciaio, durezza, sezione degli sfiati e potenza del circuito di termoregolazione. In entrambi i casi noi costruiamo lo stampo: la pressofusione la esegue il cliente sulla sua macchina.

Che acciaio si usa per uno stampo per pressofusione alluminio?

Un acciaio da lavorazione a caldo al cromo-molibdeno-vanadio. Sulla figura si usa EN 1.2343 (X37CrMoV5-1), equivalente AISI H11, oppure EN 1.2344 (X40CrMoV5-1), equivalente AISI H13; per l'alluminio il 1.2343 resta la scelta prudente, in quanto ha meno carbonio e regge meglio la fatica termica. Materiale da rifusione ESR, durezza di esercizio 44-48 HRC ottenuta con doppio o triplo rinvenimento intorno a 580-620 gradi, comunque almeno 30 gradi sopra la temperatura di lavoro dello stampo.

Conviene rigenerare uno stampo per pressofusione con le crepe?

Si decide misurando. Se le crepe da fatica termica restano entro 3-4 decimi di millimetro si asporta il materiale in fresatura, si riporta con saldatura TIG e materiale d'apporto compatibile, con preriscaldo dello stampo a 300-350 gradi, si distende a 530-560 gradi (sotto la temperatura di rinvenimento dell'acciaio) e si rilucida la figura. Oltre quella soglia, o quando la figura ha perso quota rispetto al disegno, conviene rifare l'inserto e tenere il portastampo: costa meno di uno stampo nuovo e riparte da zero come vita utile.

Serve il vuoto sullo stampo per pressofusione alluminio?

Serve quando il getto va trattato termicamente, saldato o tenuto in pressione: il vuoto porta l'impronta sotto i 100 mbar e riduce i gas intrappolati nel getto. Su un componente non critico bastano sfiati ben dimensionati, da 0,10 a 0,25 mm, con lamelle di raffreddamento prima dello scarico. La scelta va fatta in progettazione: aggiungere tenute e valvola del vuoto a stampo finito costa il doppio.

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Lorenzo Pivetta

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