Stampaggio PET e PET-G: parametri di processo e ritiro reale
I parametri con cui si stampano PET e PET-G, cosa si vede sul pezzo quando si sbagliano, e cosa serve per avere un preventivo.
Il PET si stampa con fuso fra 265 e 285 °C e stampo fra 10 e 20 °C, dopo essiccazione a 160-170 °C con punto di rugiada sotto −40 °C; il PET-G con fuso 230-250 °C ed essiccazione a 65 °C. Sono due processi diversi sotto un nome che si assomiglia, e la differenza sta quasi tutta nell'essiccazione: sul PET saltarla non lascia un difetto estetico, spezza le catene del polimero.
Lo stampate?
Sì. PET e PET-G su nove presse da 60 a 180 tonnellate a Barlassina, dieci ore al giorno, pezzi da 0,2 a 100 grammi, cicli da 10 a 40 secondi. Stampi multicavità progettati, costruiti e manutenuti nello stesso stabilimento: per una ripresa in cavità lo stampo non esce.
Quali sono i parametri di processo del PET e del PET-G?
| Parametro | Valore di lavoro | Cosa succede se sbagli |
|---|---|---|
| Essiccazione PET | 160-170 °C per 4-6 ore, rugiada sotto -40 °C | Idrolisi: le catene si spezzano, il pezzo esce fragile e la materozza si rompe fra le dita |
| Umidità residua PET | Sotto 0,005% (50 ppm) | A 100 ppm la viscosità cala: bave a parametri invariati e striature argentate dal punto di iniezione |
| Essiccazione PET-G | 65 °C per 4 ore, rugiada sotto -29 °C | Sopra 70 °C i granuli si impastano in tramoggia e la vite smette di pescare |
| Temperatura fuso | PET 265-285 °C, PET-G 230-250 °C | Sopra: acetaldeide, velo giallo e punti bruni visibili in trasparenza sul pezzo finito |
| Temperatura stampo | PET amorfo 10-20 °C, PET-G 15-30 °C | Stampo caldo o raffreddamento lento: il PET cristallizza e resta lattiginoso a chiazze sugli spessori |
| Pressione di iniezione | 700-1.200 bar, iniezione veloce | Riempimento lento: pelle fredda, aloni intorno al gate e linee di giunzione aperte sui sottili |
| Tempo di residenza | Massimo 5 minuti a 280 °C | Viscosità che cala di stampata in stampata: il pezzo pieno a inizio turno a fine turno fa bava |
| Ritiro | PET amorfo 0,2-0,5%, PET-G 0,3-0,5% | Cavità costruita col ritiro di un semicristallino (1,5%): pezzo fuori quota e stampo da riprendere |
| Sfiati e sformo | Sfiati 0,015-0,025 mm, sformo da 1° | Aria intrappolata e bruciatura a fine riempimento; con poco sformo, sbiancamento all'estrazione |
PET o PET-G?
PET-G quando il pezzo deve restare trasparente anche sugli spessori e quando la finestra di processo va tenuta larga; PET quando servono rigidità e tenuta a grassi e alcoli. Il PET-G non cristallizza: resta limpido oltre i 4 mm, si stampa 40 °C più freddo e si essicca a 65 °C invece che a 160. Il PET puro costa meno al chilo e restituisce la differenza in essiccazione e in scarto. Se il pezzo va a contatto con alimenti contano anche la certificazione del granulo e la tracciabilità del lotto.
Perché un pezzo in PET esce opaco?
Perché ha cristallizzato, non perché è sporco. Il PET attraversa troppo lentamente la finestra fra 120 e 180 °C, si formano sferuliti e la luce si diffonde: l'opacità è biancastra, uniforme e concentrata sugli spessori. Si corregge con stampo freddo e iniezione veloce, non con più mantenimento. Se invece si vedono striature argentate a ventaglio dal punto di iniezione, il problema è umidità ed è un altro intervento.
Il PET accetta il macinato?
Meno di quasi ogni altro polimero. Ogni passaggio in vite abbassa la viscosità intrinseca, e su un materiale che degrada per idrolisi il difetto si somma a quello dell'essiccazione: bave, colore che vira, resistenza in calo. Su pezzi non a vista si lavora con quote contenute e macinato essiccato come il vergine. Sul trasparente a vista la quota va a zero.
Lo stampate per uno come me?
| Ci rientriamo | Meglio altrove |
|---|---|
| Da qualche migliaio a qualche milione di pezzi l'anno | Pezzo singolo o tirature sotto il migliaio |
| Pezzi da 0,2 a 100 grammi | Oltre 150 grammi o corpi cavi di grande volume |
| Chiusure da 60 a 180 tonnellate | Pezzi che chiedono oltre 180 tonnellate |
| Pezzi tecnici e trasparenti a iniezione | Preforme da soffiare, bottiglie, lastra estrusa o termoformata |
Quando il PET è la scelta sbagliata?
Se il pezzo lavora stabilmente sopra i 70 °C o incontra acqua calda e vapore, il PET idrolizza anche da solido e perde resistenza nel tempo. Se serve una cerniera integrata o tenuta all'urto sotto zero, polipropilene e ABS fanno meglio a costo minore. E se la trasparenza non serve, si sta pagando la parte più difficile del processo senza usarla.
Cosa serve per il preventivo?
- Modello 3D in STEP o disegno quotato, con indicate le tolleranze che contano.
- PET o PET-G, colore e finitura; se il materiale è ancora da scegliere, con cosa va a contatto il pezzo.
- Quantità annua e ritmo delle consegne; se lo stampo esiste, numero di cavità e stato d'uso.
Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative.
Domande frequenti
- Si può stampare PET senza essiccarlo?
No. Il PET non e umido solo in superficie: a 280 gradi l'acqua residua spezza le catene per idrolisi e la viscosità intrinseca scende in modo permanente. Il pezzo esce fragile, la materozza si rompe fra le dita e compaiono bave a parametri invariati. Serve essiccazione a 160-170 gradi per 4-6 ore, punto di rugiada sotto -40 gradi, umidità residua sotto 50 ppm. Il PET-G è più clemente: 65 gradi per 4 ore.
- Che differenza c e fra PET e PET-G nello stampaggio?
Il PET-G contiene glicole modificato e non cristallizza: resta trasparente anche oltre i 4 mm di spessore, si stampa con fuso 230-250 gradi invece di 265-285 e si essicca a 65 gradi invece che a 160. Il PET puro è più rigido e regge meglio grassi e alcoli, ma la finestra di processo è stretta e ogni errore di essiccazione finisce sul pezzo. Su un trasparente spesso la scelta cade quasi sempre sul PET-G.
- Quanto ritira il PET rispetto al polipropilene?
Il PET amorfo ritira fra lo 0,2 e lo 0,5 per cento e il PET-G fra lo 0,3 e lo 0,5, contro un 1,2-2,0 per cento del polipropilene: circa un quarto. Conta anche il fatto che in un materiale amorfo il ritiro e quasi uguale nelle due direzioni, mentre in un semicristallino cambia molto fra flusso e trasversale. Per questo un pezzo largo e piatto in PET-G tiene la planarità dove lo stesso pezzo in PP si imbarca.
- Perché un pezzo in PET stampato esce opaco o lattiginoso?
Perché ha cristallizzato. Se il pezzo attraversa lentamente la finestra fra 120 e 180 gradi si formano sferuliti che diffondono la luce: l'opacità e biancastra, uniforme e concentrata sugli spessori. Si corregge tenendo lo stampo fra 10 e 20 gradi e iniettando veloce, non aumentando il mantenimento. Se invece si vedono striature argentate a ventaglio dal punto di iniezione la causa e umidità residua, ed e un altro intervento.
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