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Meccanica P&B
Materiali e polimeri

Stampaggio polistirene PS: parametri di processo GPPS e HIPS

Finestra di lavoro per lo stampaggio del polistirene GPPS e HIPS: essiccazione, temperature, ritiro misurato e i difetti che si vedono sul pezzo quando un parametro esce dal range.

Il polistirene si stampa con fuso fra 200 e 240 °C sul GPPS cristallo e fra 190 e 230 °C sullo HIPS antiurto, stampo fra 30 e 60 °C, e ritira dallo 0,4 allo 0,7% quasi uguale nelle due direzioni. Sopra i 250 °C vira al giallo e diventa fragile: è il limite che decide la finestra di lavoro, più della temperatura minima.

Lo stampate?

Sì. Nove presse da 60 a 180 tonnellate, dieci ore al giorno, pezzi da 0,2 a 100 grammi, cicli da 10 a 40 secondi. GPPS e HIPS, stampi multicavità progettati, costruiti e manutenuti nello stesso stabilimento di Barlassina: se una cavità fa bava, lo stampo non esce per l'intervento.

Quali sono i parametri di processo del polistirene?

ParametroValore di lavoroCosa succede se sbagli
Essiccazione70-80 °C per 2-3 ore, rugiada -20 °C, umidità residua sotto 0,10%Righe argentate a ventaglio dal punto di iniezione, visibili in trasparenza sul cristallo
Temperatura fusoGPPS 200-240 °C, HIPS 190-230 °COltre 250 °C vira al giallo e diventa fragile; sotto 190 °C la linea di giunzione si apre all'estrazione
Temperatura stampo30-60 °C (GPPS 40-60 per il lucido, HIPS 20-50)Stampo freddo: superficie spenta e cricche attorno agli estrattori anche giorni dopo
Pressione di iniezione700-1.200 bar, mantenimento al 40-60%Mantenimento basso: risucchi sopra le nervature. Troppo alto: bava sul piano di divisione e pezzo piantato in cavità
Velocità di iniezioneMedia-alta, rallentata nel primo tratto dopo il punto di iniezioneTroppo veloce: getto a serpente dal gate e macchia bruciata a fine riempimento. Troppo lenta: linee di flusso opache
Contropressione30-80 bar, velocità periferica vite 0,2-0,5 m/sDegradazione per taglio: puntini neri e viraggio giallo rispetto al pezzo di riferimento
Tempo di residenzaMassimo 8 minuti a 230 °CDopo un fermo i primi pezzi escono ambrati: si scartano finché la vite non si è svuotata
RitiroGPPS 0,4-0,7%, HIPS 0,4-0,6%, quasi uguale nelle due direzioniQuote calcolate col ritiro del polipropilene (1,5%): pezzo sovradimensionato e stampo da riprendere
Sfiati e sformoSfiati 0,02-0,03 mm, sformo da 1°Aria intrappolata e bruciatura nell'ultima zona riempita; con poco sformo, sbiancamento sullo HIPS e cricche sul GPPS

GPPS cristallo o HIPS antiurto?

GPPS se il pezzo deve farsi vedere attraverso, HIPS se deve prendere colpi. Il cristallo è trasparente, rigido e lucido, ma si rompe di schianto e non perdona spigoli vivi in zona sollecitata. Lo HIPS contiene gomma butadiene: perde trasparenza e un po' di rigidità, in cambio regge urti, incastri a scatto e viti autofilettanti.

Perché il polistirene si crepa dopo qualche giorno?

Quasi sempre per tensioni interne, non per difetto del materiale. Stampo troppo freddo, mantenimento eccessivo o estrazione forzata lasciano tensione congelata, che si scarica in cricche vicino al punto di iniezione o agli estrattori. Il contatto con grassi, alcol o solventi accorcia i tempi a poche ore.

Il polistirene accetta il macinato?

Sì, meglio di quasi ogni altro polimero, dato che non degrada per idrolisi. Su pezzi non a vista lavoriamo con quote del 15-25%, fuso nella parte bassa della finestra e contropressione sotto i 50 bar. Sul cristallo a vista la quota scende o va a zero: ogni passaggio in vite aggiunge un tono di giallo. Sul contatto alimentare il macinato non entra affatto, ed è una regola di tracciabilità prima che di processo.

Lo stampate per uno come me?

Ci rientriamoMeglio altrove
Da qualche migliaio a qualche milione di pezzi l'annoPezzo singolo o tirature sotto il migliaio
Pezzi da 0,2 a 100 grammiOltre 150 grammi o corpi cavi di grande volume
Chiusure da 60 a 180 tonnellatePezzi che chiedono oltre 180 tonnellate
Stampo da progettare, modificare o riprendereEtichetta in stampo, gas-assist, materiali compostabili

Quando il polistirene è la scelta sbagliata?

Se il pezzo tocca grassi, oli, alcol o detergenti, si fessura sotto carico anche a sollecitazioni basse. Se sta all'aperto, il sole lo ingiallisce e lo infragilisce nel giro di stagioni. Se lavora sopra i 70-75 °C, si deforma. In questi tre casi si guarda ad altri polimeri — l'ABS se serve tenacità, il polipropilene se serve resistenza chimica — e lo diciamo prima di costruire lo stampo.

Cosa serve per il preventivo?

  1. Modello 3D in STEP o disegno quotato, con indicate le tolleranze che contano.
  2. Materiale e grado, o la funzione del pezzo se il materiale è da scegliere; colore e finitura.
  3. Quantità annua e ritmo delle consegne; se lo stampo esiste, numero di cavità e stato d'uso.

Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative.

Domande frequenti

Il polistirene va essiccato prima dello stampaggio?

Il polistirene non assorbe acqua come una poliammide, ma la umidità superficiale basta a lasciare righe argentate sul pezzo. In reparto lo passiamo comunque in deumidificatore a 70-80 gradi per 2-3 ore, con punto di rugiada attorno a -20 gradi e umidità residua sotto lo 0,10 per cento. Sul GPPS cristallo il controllo diventa obbligatorio: una riga argentata su una parete trasparente non si recupera dopo lo stampaggio.

A che temperatura si stampa il polistirene?

Fuso fra 200 e 240 gradi per il GPPS cristallo e fra 190 e 230 gradi per lo HIPS antiurto, con stampo fra 30 e 60 gradi. Sul GPPS teniamo lo stampo nella parte alta della finestra, fra 40 e 60 gradi, quando serve una superficie lucida. Oltre 250 gradi di fuso il materiale vira al giallo e diventa fragile, e il tempo di residenza in vite non deve superare gli 8 minuti a 230 gradi.

Quanto ritira il polistirene in stampo?

Fra 0,4 e 0,7 per cento per il GPPS e fra 0,4 e 0,6 per cento per lo HIPS. Trattandosi di un polimero amorfo il ritiro resta quasi uguale nelle due direzioni, quindi la deformazione da ritiro differenziale rimane molto contenuta rispetto a un polipropilene o a una poliammide. Il valore preciso si prende dalla scheda del grado e si conferma al primo campionamento, perché cambia con lo spessore di parete e con la temperatura dello stampo.

Meglio GPPS cristallo o HIPS antiurto?

Il GPPS resta trasparente, rigido e lucido, ma si rompe di schianto sotto urto e non tollera spigoli vivi nelle zone sollecitate. Lo HIPS contiene gomma butadiene: perde la trasparenza e un poco di rigidità, in cambio regge urti, incastri a scatto e viti autofilettanti. La regola pratica: se il pezzo deve farsi vedere attraverso si va di GPPS, se deve prendere colpi si va di HIPS.

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Lorenzo Pivetta

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