Stampaggio PA66 caricato vetro: parametri di processo e ritiro
Parametri di lavoro del PA66 caricato vetro al 30%: essiccazione, temperatura fuso e stampo, ritiro anisotropo e il difetto che si vede sul pezzo quando un valore è sbagliato.
Il PA66 caricato vetro al 30% si stampa con fuso fra 280 e 300 °C e stampo fra 80 e 100 °C, dopo essiccazione a 80 °C per 4-6 ore, e ritira dallo 0,3 allo 0,5% in direzione di flusso contro lo 0,8-1,2% in trasversale. Quei due numeri sono la ragione per cui questa pagina esiste: chi disegna la cavità con un valore solo si ritrova gli interassi fuori tolleranza e le piastre imbarcate, e dal ferro si può solo togliere.
Lo stampate?
Sì. PA66 GF30 a Barlassina, su nove presse da 60 a 180 tonnellate, dieci ore al giorno. Pezzi da 0,2 a 100 grammi, stampi multicavità, cicli fra 10 e 40 secondi. Stampo costruito e manutenuto qui dentro: con la carica vetro l'usura del punto di iniezione si riprende in giornata. Le scelte costruttive stanno in stampo per materiali caricati vetro, il confronto fra le cariche in stampaggio dei caricati vetro.
Quali sono i parametri di processo del PA66 GF30?
| Parametro | Valore di lavoro | Cosa succede se sbagli |
|---|---|---|
| Essiccazione | 80 °C, 4-6 ore, tramoggia deumidificante | Sotto: argentature a ventaglio dal punto di iniezione |
| Punto di rugiada e umidità residua | sotto -25 °C, massimo 0,20% | Sopra 0,25%: idrolisi in vite, il pezzo si rompe di schianto |
| Temperatura fuso | 280-300 °C | Sotto 275 fibre non bagnate, sopra 305 striature brune |
| Temperatura stampo | 80-100 °C | Sotto 60: fibre affioranti e post-ritiro in magazzino |
| Ritiro | 0,3-0,5% nel flusso, 0,8-1,2% trasversale | Preso come valore unico: interassi fuori tolleranza e piastre imbarcate |
| Residenza in vite | massimo 5-6 minuti a 290 °C | Oltre: colore al bruno e pezzi fragili dopo un fermo |
| Contropressione e giri vite | 30-80 bar, velocità periferica bassa | Alta: fibre spezzate, modulo perso in collaudo |
| Ugello | autochiusura | La PA66 fusa ha viscosità vicina all'acqua: cola a ogni apertura |
Perché il pezzo cambia misura dopo lo stampaggio?
Perché la PA66 assorbe umidità dall'aria: a 23 °C e 50% di umidità relativa un GF30 arriva intorno all'1,5% di acqua in peso e cresce di 0,1-0,3% sulle quote. Il collaudo dimensionale si fa dopo condizionamento, e vale per tutte le poliammidi, caricate e no.
Perché la linea di giunzione si rompe?
Perché lì le fibre restano parallele alla saldatura invece di attraversarla e la resistenza cala intorno al 50%. Si sposta cambiando il punto di iniezione, non si recupera con la pressione.
Lo stampate per uno come me?
| Ci rientriamo | Meglio altrove |
|---|---|
| Da 5.000 a 500.000 pezzi all'anno | Venti prototipi, o milioni su linea dedicata |
| Pezzo da 0,2 a 100 grammi | Oltre 150 grammi, o pareti sopra 6 mm |
| Chiusura fino a 180 tonnellate | Chiusure oltre 180 tonnellate |
Quando il PA66 GF30 è la scelta sbagliata?
Su un pezzo a vista lucido: le fibre affiorano e la superficie resta opaca. Su parti che devono flettere o incastrarsi a scatto: l'allungamento a rottura sta intorno al 3%, si spezza. In contatto continuo con acqua calda o glicole le quote si muovono: lì si guarda un PBT.
Cosa serve per il preventivo?
- Il 3D in STEP, oppure il pezzo campione.
- Volumi annui e lotto minimo.
- Il grado esatto, o temperatura di esercizio e carico.
Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative.
Domande frequenti
- Il PA66 caricato vetro si può stampare senza essiccarlo?
No. La poliammide 66 assorbe umidità anche dentro il sacco già aperto, e sopra lo 0,25 per cento di acqua residua la catena polimerica si spezza in vite per idrolisi. Il pezzo esce con argentature a ventaglio dal punto di iniezione e si rompe di schianto sotto carico, anche quando la superficie sembra sana. Si essicca a 80 gradi per 4-6 ore in tramoggia deumidificante, con punto di rugiada sotto -25 gradi.
- Quanto ritira il PA66 caricato fibra di vetro al 30%?
Da 0,3 a 0,5 per cento in direzione di flusso e da 0,8 a 1,2 per cento in direzione trasversale. Il ritiro non risulta uniforme perché le fibre si orientano nel senso in cui il materiale scorre e frenano la contrazione in quella direzione, mentre lasciano libera la direzione perpendicolare. Chi disegna le cavità con un valore unico si ritrova interassi fuori tolleranza e piastre imbarcate. Il valore va rilevato sul pezzo condizionato, non a bordo pressa.
- Meglio PA66 o PA6 caricato vetro?
PA66 quando il pezzo lavora caldo o deve tenere la quota: fonde a 260 gradi contro i 220 gradi del PA6, cristallizza in fretta e assorbe meno acqua a parità di ambiente, quindi si muove meno in esercizio. PA6 quando contano la superficie e la tenacità, e quando il prezzo al chilo pesa sul preventivo. Sopra i 120 gradi continui la scelta cade sul PA66, sotto i 90 gradi la differenza si vede raramente.
- Serve un acciaio particolare per lo stampo del PA66 caricato vetro?
Si. Il 30 per cento di fibra di vetro abrade il tagliente e la zona di iniezione molto più in fretta di un materiale non caricato: uno stampo pensato per PP arriva a bava in poche decine di migliaia di stampate. Si lavora con acciai temprati intorno a 54-58 HRC e con inserti sostituibili dove il flusso carico batte per primo. Da noi lo stampo non esce dallo stabilimento e la ripresa si fa in giornata.
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