# Tolleranze stampaggio a iniezione: cosa si può tenere

> Quali tolleranze sono realistiche, da cosa dipendono, perché chiederle strette dove non servono costa due volte e come si scrive un disegno che funziona.

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Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-07-31 · Aggiornato: 2026-08-06 · Categoria: Progettazione e difetti

## In breve

- Non esiste «la tolleranza dello stampaggio»: dipende da materiale, geometria, dimensione assoluta e da dove cade la quota rispetto al piano di divisione.
- Una quota **a cavallo del piano di divisione** tiene molto peggio della stessa quota interna a una sola metà stampo.
- La regola che fa risparmiare di più: tolleranze strette **solo dove qualcuno le misurerà davvero**.
- Chiedere stretto dove non serve costa 2 volte: in costruzione, per lavorazione e controllo; in produzione, per la finestra di processo più stretta e gli scarti.
- Correggere una quota in campionatura costa ore; scoprirla fuori tolleranza su 8.000 pezzi costa il lotto.

Nello stampaggio a iniezione le tolleranze realistiche dipendono dalla dimensione della quota, dal materiale e da dove cade la quota rispetto al piano di divisione dello stampo. Su quote piccole e ben posizionate si tengono tolleranze strette senza problemi; su quote grandi, o che attraversano il piano di divisione, o su materiali che si ritirano molto, la stessa richiesta può raddoppiare il costo dello stampo senza portare nessun beneficio funzionale.

## Perché non esiste una tolleranza «dello stampaggio»?

Un pezzo stampato non è lavorato per asportazione: è colato in una cavità e poi si ritira raffreddando. Il ritiro non è un difetto, è il processo. Vale dallo 0,3% circa per alcuni amorfi fino al 2-3% per certi semicristallini, e **cambia con la geometria dello stesso pezzo**: una zona spessa si ritira più di una sottile.

Lo stampo viene costruito già compensando il ritiro previsto. Ma il ritiro previsto è una stima, e la differenza tra stima e realtà è ciò che si vede in campionatura.

## Le quattro cose da cui dipende una tolleranza

**La dimensione della quota.** Una tolleranza assoluta su 10 mm e la stessa su 200 mm sono due richieste completamente diverse, perché il ritiro è proporzionale: più lunga è la quota, più millimetri di ritiro ci sono da compensare.

**Il materiale.** Un policarbonato amorfo si ritira poco e in modo prevedibile. Un poliammide semicristallino si ritira molto e in modo direzionale — cioè in misura diversa lungo il flusso e trasversalmente. Sui semicristallini le tolleranze strette costano molto di più.

**Dove cade la quota.** Una quota che sta interamente dentro una metà dello stampo è governata da un solo pezzo di acciaio. Una quota che attraversa il piano di divisione dipende anche dal come le due metà si chiudono, e quel «come» ha un gioco che nessuna lavorazione elimina. **Stessa regola per le quote che passano da una slitta:** ogni movimento aggiunge tolleranza.

**La stabilità del processo.** Temperatura, pressione, tempo di mantenimento: una variazione nei parametri sposta le quote. Per questo la ripetibilità del processo — e la sua documentazione — è parte della tolleranza, non un accessorio.

## La regola che fa risparmiare di più

**Marcare come critiche solo le quote funzionali.** Sono quelle che devono combaciare con qualcos'altro: accoppiamenti, sedi, interassi di fissaggio, battute. Tutto il resto va in tolleranza generale.

Ogni quota critica in più significa una lavorazione più accurata sullo stampo, spesso elettroerosione dove sarebbe bastata la fresatura, e un controllo dimensionale più lungo su ogni lotto — per sempre. **Su un disegno pieno di tolleranze strette, il costo si vede sul preventivo dello stampo e poi di nuovo su ogni fattura di produzione.**

Nella nostra esperienza è la voce di spreco più comune tra quelle evitabili: disegni che arrivano con dieci quote critiche di cui due lo sono davvero.

## Come si scrive un disegno che non fa perdere tempo?

1. **Una tolleranza generale dichiarata** per tutto ciò che non è marcato.
2. **Le quote funzionali evidenziate**, poche, con il motivo se non è ovvio.
3. **Il riferimento di misura dichiarato**: da dove si misura cambia il risultato.
4. **Il materiale con la sigla esatta** e la percentuale di carica.
5. **Le superfici a vista indicate**, perché condizionano il punto di iniezione e la posizione delle linee di giunzione.

Un disegno con queste cinque cose si preventiva in un giorno. Senza, si preventiva con delle assunzioni — e le assunzioni le paga qualcuno.

## Da cosa dipende una tolleranza

| Variabile | Effetto sulla quota |
|---|---|
| Ritiro del polimero | un semicristallino ritira più di un amorfo, e in modo meno prevedibile |
| Posizione della quota | interna a una metà stampo tiene molto meglio che a cavallo del piano di divisione |
| Dimensione assoluta | lo scostamento cresce con la misura: la stessa tolleranza è facile su 10 mm e difficile su 200 |
| Stabilità del processo | temperature, tempi e lotto di materiale costanti valgono quanto la costruzione |

## Il dato nostro

La campionatura serve esattamente a questo: i primi pezzi si misurano e si documentano, e se una quota critica non rientra si corregge lo stampo prima della serie. Correggere in campionatura costa ore; scoprirlo su ottomila pezzi costa il lotto.

È il motivo per cui la serie non parte finché il cliente non ha approvato il report dimensionale — anche quando c'è fretta, soprattutto quando c'è fretta.

## Quando conviene chiedere stretto lo stesso?

Ci sono casi in cui la tolleranza stretta si paga e vale: accoppiamenti a tenuta, sedi di cuscinetti o boccole, quote che entrano in un assieme certificato, componenti che devono essere intercambiabili tra lotti diversi. Lì non si discute — si progetta lo stampo di conseguenza e si mette in conto un controllo più severo.

Il punto non è mai «stretto o largo»: è **sapere quali sono le due o tre quote per cui vale la pena.**

## Il passo successivo

Mandaci il disegno con le quote funzionali evidenziate: ti diciamo quali sono realistiche, quali costano sproporzionatamente e dove si può allargare senza perdere niente. Vedi anche [le otto regole di progettazione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/). [Scrivici](https://meccanicapeb.com/contatti/).


## Approfondimenti collegati

- [Le otto regole di progettazione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/) — la geometria che rende una tolleranza sostenibile.
- [La checklist prima della costruzione](https://meccanicapeb.com/blog/checklist-prima-di-mandare-un-disegno-in-costruzione-stampo/) — come si dichiarano le quote critiche su un disegno.
- [L'angolo di sformo](https://meccanicapeb.com/blog/angolo-di-sformo-stampaggio-iniezione/) — la conicità va messa in conto nelle quote.

## Domande frequenti

### Che tolleranze si possono davvero tenere nello stampaggio a iniezione?

Su quote piccole interne a una metà stampo si sta strette; su quote grandi, a cavallo del piano di divisione o su materiali molto ritirosi si allarga parecchio. La domanda giusta non è «quanto stretto», è «su quale quota e perché».

### Perché chiedere tolleranze strette costa due volte?

Prima in costruzione, perché servono più lavorazione e più controllo. Poi in produzione, perché il processo va tenuto in una finestra più stretta e gli scarti aumentano per tutta la vita dello stampo. Se la quota non è funzionale, è costo puro.

### I materiali caricati tengono meglio le quote?

In genere sì: la carica riduce il ritiro e lo rende più prevedibile. In cambio è abrasiva e consuma lo stampo più in fretta, quindi il vantaggio dimensionale si paga sulla manutenzione.

### Come si scrive un disegno che non fa perdere tempo a nessuno?

Poche quote critiche, dichiarate come tali, con riferimento chiaro e modalità di misura. Tutto il resto in tolleranza generale. Un disegno con trenta quote strette dice al costruttore che nessuna è davvero importante.

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Meccanica P&B Srl — stampi per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e stampaggio conto terzi a Barlassina (MB), dal 1988. Progettazione, costruzione dello stampo, stampaggio, manutenzione e assemblaggio nello stesso stabilimento. ISO 9001:2015.

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