# Stampo pressofusione alluminio: acciai, vita utile, crepe

> Stampo per pressofusione alluminio: camera fredda, colata 660-700 gradi, acciaio 1.2343 a 44-48 HRC, 80.000-150.000 colpi. Costruiamo lo stampo, non i getti.

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Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-08-08 · Aggiornato: 2026-09-29 · Categoria: Stampi per pressofusione

## In breve

- L'alluminio entra in stampo a 660-700 °C contro i 400-420 °C della zama: circa 260 °C di scarto, e la pelle della figura oscilla fra 200 e oltre 450 °C a ogni colpo. È quel ciclo che apre le crepe da fatica termica (heat checking).
- Figura in 1.2343 (X37CrMoV5-1, AISI H11) da rifusione ESR, 44-48 HRC ottenuti con doppio o triplo rinvenimento intorno a 580-620 °C, comunque almeno 30 °C sopra la temperatura di esercizio: un acciaio da stampi per plastica cede in poche migliaia di colpi.
- Vita utile 80.000-150.000 colpi contro i 500.000-1.000.000 di uno stampo per zama, che lavora a camera calda e a temperature molto più basse: il costo pezzo si calcola mettendo a preventivo le rigenerazioni, non un solo stampo.
- Meccanica P&B costruisce e rigenera lo stampo a Barlassina (progettazione, fresatura, elettroerosione, aggiustaggio); non fondiamo e non iniettiamo alluminio, la pressofusione resta al cliente o alla sua fonderia. Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative.

Per chi ha un componente in alluminio da mandare in produzione, o uno stampo che comincia a crepare e non sa se conviene rigenerarlo. Com'è fatto uno stampo per pressofusione alluminio e dove si stacca da uno per zama.

## Lo costruite?

Lo stampo sì. A Barlassina: progettazione, fresatura, elettroerosione a tuffo e a filo, aggiustaggio, manutenzione e rigenerazione. **Non facciamo pressofusione:** fondere e iniettare l'alluminio resta al cliente, sulla sua pressa a camera fredda o presso la sua fonderia. Ingombro e impronte si valutano sul pezzo.

## Perché l'alluminio è più severo della zama?

| Voce | Valore | Cosa succede se sbagli |
|---|---|---|
| Macchina (del cliente) | camera fredda, dose versata a ogni colpo | Riempimento in 20-100 ms: attacco e sfiati si dimensionano su quel tempo. |
| Lega | AlSi9Cu3 (EN AB-46000), colata 660-700 °C | Circa 260 °C più della zama, che lavora a 400-420 °C in camera calda: la pelle della figura passa da 200 a oltre 450 °C a ogni colpo, e lì nasce l'heat checking. |
| Acciaio | 1.2343 (X37CrMoV5-1, AISI H11) da ESR, o 1.2344 (X40CrMoV5-1, AISI H13) | L'H13 ha più carbonio: più durezza, meno tenacità, e sull'alluminio crepa prima. |
| Durezza | 44-48 HRC, da rinvenimento a 580-620 °C e comunque almeno 30 °C sopra l'esercizio | Oltre 50 HRC le crepe corrono; sotto 42 HRC la figura cede e l'alluminio ci si salda. |
| Termoregolazione | 180-250 °C a olio, canali a 20-30 mm dalla figura | Stampo freddo: giunti freddi. Canale troppo vicino: la crepa lo raggiunge e perde olio. |
| Distaccante | spruzzo a ciclo, diluizione 1:80-1:150 | Spruzzo abbondante: 100-150 °C tolti in un secondo, prima causa di crepe. |
| Sfiati e vuoto | 0,10-0,25 mm con lamelle, vuoto sotto i 100 mbar | Sotto 0,08 mm si intasano e il pezzo resta poroso; sopra 0,30 mm bava. |
| Ritiro e sformi | 0,5-0,7 %, cioè 5-7 mm/m; 1-3° sui nuclei | Quota fuori tolleranza su acciaio temprato: si recupera con inserti nuovi. |


## Quanto dura uno stampo per pressofusione alluminio?

Da 80.000 a 150.000 colpi con manutenzione programmata, contro i 500.000-1.000.000 di uno per zama. Lucidatura ogni 5.000-10.000 colpi, sfiati e circuiti ogni 25.000, ripresa della figura quando le crepe superano i 3 decimi. Le riprese intermedie non chiudono la vita dello stampo: la accorciano solo se si arriva tardi.

## Si può usare per l'alluminio uno stampo nato per la zama?

No. Cambiano acciaio, durezza, sezione degli sfiati, portata dei circuiti e spessore dei tasselli, perché la macchina è a camera fredda e non a camera calda e la lega arriva 260 °C più calda. Un adattamento regge qualche migliaio di colpi e poi cede.

## Lo facciamo per uno come te?

| Ci rientriamo | Meglio altrove |
|---|---|
| Stampo nuovo per alluminio o zama, poche impronte | Chi cerca chi gli pressofonde i pezzi |
| Rigenerazione e modifica di stampi, anche non nostri | Getti in sabbia, gravità, microfusione |
| Chi ha pressa o fonderia e gli manca lo stampo | Pezzo unico di prova senza seguito |

## Quando NON siamo la scelta giusta?

Se cerchi i pezzi finiti non siamo noi: presse per pressofusione non ne abbiamo e non fondiamo metallo. Se il disegno cambia ogni settimana, l'acciaio temprato è lo strumento sbagliato per quella fase. E se il pezzo esce dagli ingombri della tua macchina, prima si rivede il pezzo.

## Cosa serve per il preventivo?

1. Modello 3D (STEP o Parasolid) e 2D con le quote da tenere.
2. Lega, volumi annui e vita utile attesa in colpi.
3. Pressa su cui girerà lo stampo: tonnellaggio, camera di iniezione, distanza colonne.

Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative: fattibilità, impronte proposte, punti da discutere. Il preventivo è sempre sul disegno: non abbiamo un listino a peso o a impronta.

## Da leggere anche

- [Stampo per pressofusione zama: com’è fatto](https://meccanicapeb.com/blog/stampo-per-pressofusione-zama/) — la stessa pagina per l’altra lega
- [Rigenerazione di stampi per pressofusione](https://meccanicapeb.com/blog/rigenerazione-stampi-pressofusione/) — quando la figura comincia a criccare
- [Quanto dura uno stampo a iniezione](https://meccanicapeb.com/blog/quanto-dura-uno-stampo-a-iniezione/) — il conto della vita utile, sul termoplastico

## Domande frequenti

### In cosa differisce uno stampo per alluminio da uno per zama?

La zama entra in figura a 400-420 gradi con macchina a camera calda, l'alluminio a 660-700 gradi con macchina a camera fredda: circa 260 gradi di scarto a ogni colpo, e li paga la superficie dello stampo. Uno stampo per zama arriva a 500.000-1.000.000 di colpi, uno per alluminio va in revisione fra 80.000 e 150.000 colpi. Cambiano anche acciaio, durezza, sezione degli sfiati e potenza del circuito di termoregolazione. In entrambi i casi noi costruiamo lo stampo: la pressofusione la esegue il cliente sulla sua macchina.

### Che acciaio si usa per uno stampo per pressofusione alluminio?

Un acciaio da lavorazione a caldo al cromo-molibdeno-vanadio. Sulla figura si usa EN 1.2343 (X37CrMoV5-1), equivalente AISI H11, oppure EN 1.2344 (X40CrMoV5-1), equivalente AISI H13; per l'alluminio il 1.2343 resta la scelta prudente, in quanto ha meno carbonio e regge meglio la fatica termica. Materiale da rifusione ESR, durezza di esercizio 44-48 HRC ottenuta con doppio o triplo rinvenimento intorno a 580-620 gradi, comunque almeno 30 gradi sopra la temperatura di lavoro dello stampo.

### Conviene rigenerare uno stampo per pressofusione con le crepe?

Si decide misurando. Se le crepe da fatica termica restano entro 3-4 decimi di millimetro si asporta il materiale in fresatura, si riporta con saldatura TIG e materiale d'apporto compatibile, con preriscaldo dello stampo a 300-350 gradi, si distende a 530-560 gradi (sotto la temperatura di rinvenimento dell'acciaio) e si rilucida la figura. Oltre quella soglia, o quando la figura ha perso quota rispetto al disegno, conviene rifare l'inserto e tenere il portastampo: costa meno di uno stampo nuovo e riparte da zero come vita utile.

### Serve il vuoto sullo stampo per pressofusione alluminio?

Serve quando il getto va trattato termicamente, saldato o tenuto in pressione: il vuoto porta l'impronta sotto i 100 mbar e riduce i gas intrappolati nel getto. Su un componente non critico bastano sfiati ben dimensionati, da 0,10 a 0,25 mm, con lamelle di raffreddamento prima dello scarico. La scelta va fatta in progettazione: aggiungere tenute e valvola del vuoto a stampo finito costa il doppio.

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Meccanica P&B Srl — stampi per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e stampaggio conto terzi a Barlassina (MB), dal 1988. Progettazione, costruzione dello stampo, stampaggio, manutenzione e assemblaggio nello stesso stabilimento. ISO 9001:2015.

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