# Stampaggio policarbonato: trasparenza e resistenza all'urto

> Il PC è trasparente e quasi infrangibile, ma va essiccato, stampato a 300 °C e teme gli spigoli vivi. Come si stampa e quando è la scelta giusta.

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Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-08-03 · Aggiornato: 2026-08-06 · Categoria: Materiali e polimeri

## In breve

- Il PC ritira solo lo 0,5-0,7% e in modo uniforme: è uno dei pochi materiali su cui chiedere tolleranze strette ha davvero senso.
- Va essiccato 3-4 ore a 120 °C e stampato fra 280 e 320 °C: sono fra le temperature più alte dello stampaggio a iniezione.
- La resistenza all'urto crolla in presenza di intagli: raggi generosi ovunque, almeno metà dello spessore di parete negli angoli interni.
- Teme la tensocorrosione: alcol e detergenti alcalini provocano cricche su un pezzo teso internamente, senza carico apparente.
- Regge oltre i 120 °C in continuo, dove ABS e PP hanno già perso rigidità.

Il policarbonato è il tecnopolimero che mette insieme due proprietà che di solito non convivono: **trasparenza ottica e resistenza all'urto**. È il materiale delle calotte, degli schermi protettivi e dei componenti che devono reggere un colpo senza andare in pezzi.

Il prezzo è un processo esigente: essiccazione obbligatoria, temperature di fusione fra le più alte in assoluto, e una sensibilità agli spigoli vivi che perdona molto meno di quanto la sua fama di indistruttibile lasci pensare.

## Come si comporta il PC quando lo stampi?

| Parametro | Valore tipico | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Ritiro | 0,5-0,7% | basso e uniforme: quote prevedibili |
| Temperatura stampo | 80-110 °C | alta, serve termoregolazione seria |
| Temperatura fusione | 280-320 °C | fra le più alte: pressa e stampo vanno dimensionati |
| Essiccazione | obbligatoria | 3-4 ore a 120 °C |
| Difetto tipico | tensioni interne e cricche | nascono da spigoli vivi e raffreddamento rapido |

Essendo amorfo ritira poco e in modo uniforme, quindi le tolleranze strette sono possibili — è uno dei pochi materiali di questa serie su cui chiederle ha senso.

## Perché un pezzo in policarbonato si crepa se è così resistente?

Perché la sua resistenza all'urto è altissima ma **crolla in presenza di un intaglio**.

Uno spigolo vivo interno, un raggio troppo piccolo, un segno di lavorazione lasciato sulla cavità: ognuno di questi diventa il punto da cui parte una cricca sotto carico. Lo stesso pezzo, con un raggio in quel punto, regge senza problemi.

La regola pratica è raggiare tutto, e generosamente: almeno metà dello spessore di parete negli angoli interni. È la stessa regola valida per tutti i materiali, ma sul policarbonato la differenza tra rispettarla e no si misura in pezzi rotti.

Si aggiunge una seconda sensibilità: gli **agenti chimici**. Alcol, detergenti alcalini e alcuni solventi provocano cricche da tensocorrosione — il pezzo si spacca senza carico apparente, semplicemente perché era teso internamente e ha incontrato la sostanza sbagliata.

## Quando conviene sceglierlo?

- **Quando serve trasparenza e il pezzo può prendere un colpo**: caschi, schermi, calotte, protezioni macchina.
- **Quando serve resistenza al calore** oltre i limiti di ABS e PP: regge oltre i 120 °C in continuo.
- **Su componenti elettrici**: buon isolamento e gradi autoestinguenti disponibili.
- **Quando il pezzo va misurato**: il ritiro basso e uniforme lo rende dimensionalmente affidabile.

## Quando è la scelta sbagliata?

- **A contatto con solventi o detergenti aggressivi**, senza aver verificato la compatibilità chimica.
- **Se serve resistenza all'abrasione**: si riga con facilità, e su una superficie ottica un graffio è un difetto.
- **Se il budget è stretto e la trasparenza non serve**: costa sensibilmente più di ABS e PP.
- **All'aperto senza protezione**: ingiallisce, salvo gradi con protezione UV o coestrusi.

## Cosa chiede allo stampo?

Temperature alte e uniformi. Uno stampo per policarbonato che lavora troppo freddo produce pezzi pieni di tensioni interne, che si vedono come iridescenze in luce polarizzata e si scoprono come cricche dopo qualche settimana in servizio.

Chiede anche **sfiati generosi**: la viscosità alta e la temperatura elevata rendono l'intrappolamento d'aria un problema concreto, con bruciature nel punto più lontano dall'iniezione.

## Il dato nostro

Sui pezzi trasparenti la voce di costo che quasi nessuno mette in preventivo è la **manutenzione della finitura**. Una cavità lucidata a specchio per un pezzo ottico va mantenuta a specchio: basta un residuo strisciato per lasciare un segno che sul pezzo si vede, e la ripresa va programmata a cicli.

Sugli stampi per trasparenti che seguiamo, la ripresa della lucidatura è dentro il piano di manutenzione dal primo giorno, non un intervento che si chiama quando il cliente segnala. Il ragionamento è lo stesso di [lucidatura e finitura superficiale](https://meccanicapeb.com/blog/lucidatura-stampi-finitura-superficiale/).

## Cosa serve per il preventivo?

Il grado — trasparente, colorato, ignifugo, resistente agli UV — la funzione ottica se c'è, le quote critiche e cosa toccherà il pezzo una volta in servizio. L'ultima domanda evita la sorpresa più cara di questo materiale: un pezzo perfetto che si crepa perché qualcuno lo pulisce con l'alcol.

## Come si riducono le tensioni interne in un pezzo trasparente?

Le tensioni nascono quando il materiale solidifica mentre è ancora sotto sforzo, e su un pezzo trasparente si vedono in luce polarizzata come frange colorate. Non sono un difetto estetico: sono il punto da cui il pezzo si romperà.

Tre leve, tutte sul processo prima che sulla geometria. **Stampo più caldo**, perché il materiale solidifica più lentamente e ha tempo di rilassarsi. **Mantenimento più lungo e più dolce**, invece di una pressione alta e breve. **Raffreddamento uniforme**, perché una zona che solidifica prima blocca le altre in tensione.

Dove il pezzo è critico si aggiunge un ricottura in forno dopo lo stampaggio: costa un passaggio in più e toglie gran parte delle tensioni residue.

## Policarbonato o PMMA?

Dipende da cosa deve sopportare il pezzo. Il **PMMA** è più limpido, più duro in superficie e costa meno, ma è fragile: si spacca all'urto. Il **policarbonato** regge colpi che romperebbero qualunque altro trasparente, ma si riga con facilità e teme più sostanze chimiche.

La regola pratica: PMMA se il pezzo si guarda, policarbonato se il pezzo si prende.

## Approfondimenti collegati

- [Lucidatura e finitura superficiale](https://meccanicapeb.com/blog/lucidatura-stampi-finitura-superficiale/) — su un trasparente la finitura va mantenuta, non solo ottenuta.
- [Stampaggio dell'ABS](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-abs-guida/) — e la lega ABS/PC, quando serve entrambe le cose.
- [Le otto regole di progettazione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/) — i raggi, che qui fanno la differenza fra un pezzo e un pezzo rotto.
- [Il raffreddamento dello stampo](https://meccanicapeb.com/blog/raffreddamento-stampi-materie-plastiche/) — le tensioni interne nascono da lì.

## Domande frequenti

### Perché un pezzo in policarbonato si crepa se è quasi infrangibile?

Perché la sua resistenza all'urto è altissima ma crolla in presenza di un intaglio: uno spigolo vivo, un raggio troppo piccolo o un segno di lavorazione diventano il punto da cui parte la cricca. Lo stesso pezzo con un raggio adeguato in quel punto regge senza problemi.

### Il policarbonato resiste ai detergenti?

Non a tutti, ed è la sorpresa più cara di questo materiale. Alcol, detergenti alcalini e alcuni solventi provocano tensocorrosione: il pezzo si spacca senza carico apparente perché era teso internamente. La compatibilità chimica va verificata prima di costruire lo stampo.

### Perché il policarbonato va essiccato?

Perché assorbe umidità, e l'acqua a 300 °C spezza le catene polimeriche. Il pezzo esce con striature argentate e con una resistenza meccanica molto inferiore a quella dichiarata. Servono 3-4 ore a 120 °C prima di ogni lavorazione.

### Meglio policarbonato o PMMA per un pezzo trasparente?

PMMA se conta la trasparenza pura e la resistenza al graffio, e il pezzo non prende colpi: è più limpido e più duro in superficie. Policarbonato se il pezzo può ricevere un urto: è molto meno fragile, al prezzo di una superficie che si riga più facilmente.

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