# Stampaggio del PMMA (plexiglass): trasparenza vera

> Il PMMA trasmette il 92% della luce e regge i raggi UV meglio del policarbonato, ma è fragile. Essiccazione, stampo lucidato, raggi generosi.

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Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-08-04 · Aggiornato: 2026-09-29 · Categoria: Materiali e polimeri

## In breve

- Il PMMA trasmette il 92% della luce e non ingiallisce agli UV: per lenti e pezzi ottici all'aperto è superiore al policarbonato.
- Ritira poco, 0,3-0,6%: le quote sono prevedibili e le tolleranze strette si possono chiedere davvero.
- L'essiccazione è obbligatoria: 3-4 ore a 70-90 °C, altrimenti bolle e striature argentate rovinano la trasparenza.
- È fragile: raggi generosi, sformi abbondanti e niente viti nel pieno, o il pezzo si cricca — spesso settimane dopo il montaggio.
- La cavità va lucidata a specchio e la lucidatura va mantenuta nel tempo: su un trasparente ogni segno dello stampo diventa un segno nella luce.

Il PMMA — polimetilmetacrilato, per tutti plexiglass o vetro acrilico — è il polimero trasparente per eccellenza: **trasmette il 92% della luce visibile**, più del vetro comune, non ingiallisce al sole e si graffia meno di qualunque altro trasparente stampabile. Ritira poco, dallo 0,3 allo 0,6%. In cambio chiede tre cose senza sconti: granulo essiccato, stampo lucidato a specchio e un disegno senza spigoli, perché è fragile.

## PMMA o policarbonato: come si decide?

È la prima domanda, e la risposta sta in due proprietà. Il PMMA vince su **ottica e invecchiamento**: più limpido, più duro in superficie, stabile agli UV senza additivi — un faro posteriore o una lente esterna in PMMA dopo dieci anni è ancora trasparente. Il [policarbonato](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-policarbonato-pc-guida/) vince sull'**urto**: regge colpi che il PMMA non può nemmeno vedere.

La regola pratica: se il pezzo può ricevere un colpo, policarbonato; se deve restare limpido a lungo o vive all'aperto, PMMA.

## Come si comporta il PMMA quando lo stampi?

| Parametro | Valore tipico | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Ritiro | 0,3-0,6% | quote prevedibili, tolleranze strette possibili |
| Temperatura stampo | 60-90 °C | termoregolazione curata per l'ottica |
| Temperatura fusione | 220-260 °C | degrada se ristagna: cicli regolari |
| Essiccazione | 70-90 °C per 3-4 ore | obbligatoria: l'umidità fa bolle e striature |
| Difetto tipico | tensioni interne e cricche da estrazione | nasce da raggi e sformi avari |

Sono intervalli di riferimento del settore: sul singolo pezzo si affinano in campionatura.

## Cosa chiede allo stampo?

Tutto quello che l'occhio poi vede. La cavità va **lucidata a specchio** nelle zone ottiche — e la [lucidatura](https://meccanicapeb.com/blog/lucidatura-stampi-finitura-superficiale/) su un trasparente non è una finitura, è una funzione: ogni segno della cavità diventa un segno nella luce. Il punto di iniezione va messo dove il difetto estetico non guarda nessuno, e gli [angoli di sformo](https://meccanicapeb.com/blog/angolo-di-sformo-stampaggio-iniezione/) devono essere generosi, perché il PMMA non flette durante l'estrazione: si cricca.

Vale anche per la manutenzione: la lucidatura va **mantenuta**, non solo ottenuta. Una cavità che opacizza produce pezzi che opacizzano, e la ripresa periodica costa meno del reclamo.

## Quando è la scelta sbagliata?

- **Urti e vibrazioni.** È il trasparente più fragile della famiglia: dove c'è un impatto possibile, meglio il policarbonato.
- **Acqua bollente e vapore**: sopra gli 80-90 °C continui si deforma.
- **Contatto con alcoli e solventi**: il crazing — la rete di microcricche superficiali — parte spesso da un detergente sbagliato su un pezzo in tensione.
- **Spessori grossi e variabili**: le tensioni interne restano nel pezzo e prima o poi si vedono, come cricche o come distorsione ottica.

## Il dato nostro

Sui trasparenti, la non conformità più frequente che vediamo non è dimensionale: è **una cricca comparsa settimane dopo il montaggio**, quasi sempre vicino a una vite o a un incastro. La causa tipica è la somma di due tensioni: quella interna, lasciata nel pezzo da un'estrazione forzata, e quella esterna del montaggio. La prima si elimina con raggi giusti, sformi generosi e un ciclo non tirato — cioè in progettazione, non in collaudo.

## Come si progetta un pezzo in PMMA che non si crepa?

Tre regole coprono quasi tutti i casi. **Raggi ovunque**: uno spigolo interno vivo è un concentratore di tensione su un materiale che non perdona. **Spessore uniforme fra 1,5 e 4 mm**, perché le variazioni brusche creano tensioni ottiche visibili anche quando non rompono. **Niente viti autofilettanti direttamente nel materiale**: meglio inserti o incastri progettati, come da [regole generali di progettazione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/) — che qui valgono con un fattore di severità in più.

## Quanto costa uno stampo per PMMA rispetto a uno normale?

Di più, e la differenza sta quasi tutta in una voce sola: **la finitura della cavità**. Uno stampo per un pezzo tecnico chiede una finitura fine; uno per un pezzo ottico chiede lo specchio, che sono ore di lucidatura manuale su acciai adatti a riceverla.

A questo si aggiunge il circuito di termoregolazione — 60-90 °C uniformi, non acqua di rete — e una manutenzione programmata della lucidatura, perché la superficie si consuma e va ripresa prima che il difetto compaia sui pezzi.

Sono voci che si vedono nel preventivo e che vale la pena tenere: su un trasparente, la cavità **è** il prodotto. Chiedere lo specchio dove basta una finitura fine, però, è una spesa inutile: vale la pena distinguere zona per zona quali superfici sono davvero ottiche.

## Cosa serve per avere un preventivo sensato?

Il grado (colata o estrusione hanno parenti da stampaggio diversi, e c'è PMMA urto-modificato quando serve un compromesso), la funzione ottica richiesta — trasparenza pura, diffusione, colore — le zone a vista e i volumi annui. In Meccanica P&B i trasparenti li campioniamo con la stessa attenzione delle quote: il primo collaudo di un pezzo ottico si fa con gli occhi, e dev'essere ripetibile.

## Approfondimenti collegati

- [Lucidatura e finitura superficiale](https://meccanicapeb.com/blog/lucidatura-stampi-finitura-superficiale/) — su un trasparente la lucidatura è una funzione, non una finitura.
- [Stampaggio del policarbonato](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-policarbonato-pc-guida/) — l'altro trasparente: vince sugli urti, perde sugli UV.
- [Le otto regole di progettazione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/) — raggi e spessori, che sul PMMA non perdonano.
- [L'angolo di sformo](https://meccanicapeb.com/blog/angolo-di-sformo-stampaggio-iniezione/) — un trasparente fragile chiede sformi generosi.

## Domande frequenti

### Meglio PMMA o policarbonato per un pezzo trasparente?

PMMA se contano limpidezza, resistenza al graffio e stabilità ai raggi UV: all'aperto resta trasparente per anni senza additivi. Policarbonato se il pezzo può ricevere urti: regge impatti che il PMMA non sopporta, al prezzo di una superficie più tenera e di un ingiallimento più rapido se non stabilizzato.

### Perché il pezzo in plexiglass si crepa dopo il montaggio?

Quasi sempre per la somma di due tensioni: quella interna lasciata da un'estrazione forzata o da spigoli vivi, e quella esterna di una vite serrata o di un incastro. Il crazing da solvente è l'altra causa tipica: un detergente con alcol su un pezzo in tensione apre microcricche superficiali.

### Il PMMA va essiccato prima dello stampaggio?

Sì, sempre: 3-4 ore a 70-90 °C. Il granulo assorbe umidità e l'acqua in pressa diventa bolle e striature argentate, che su un pezzo ottico sono uno scarto certo. È una delle poche regole di processo senza eccezioni.

### Il plexiglass resiste all'esterno?

Sì, ed è il suo punto di forza: è stabile ai raggi UV senza stabilizzanti, non ingiallisce e mantiene la trasparenza per anni. È il motivo per cui fari, lenti esterne e insegne si fanno in PMMA anche quando il policarbonato sarebbe più robusto.

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Meccanica P&B Srl — stampi per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e stampaggio conto terzi a Barlassina (MB), dal 1988. Progettazione, costruzione dello stampo, stampaggio, manutenzione e assemblaggio nello stesso stabilimento. ISO 9001:2015.

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