# Stampaggio PEEK e PPS: plastica al posto del metallo

> PEEK e PPS reggono 200-250 °C continui e sostituiscono metallo lavorato. Cosa chiedono a stampo e pressa, quanto costano davvero e quando hanno senso.

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Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-08-06 · Aggiornato: 2026-08-06 · Categoria: Materiali e polimeri

## In breve

- Il PPS regge 200-220 °C continui, il PEEK fino a 250: sono i materiali con cui la plastica stampata sostituisce il metallo lavorato.
- Il PEEK costa 60-90 €/kg: il confronto giusto non è col granulo del nylon ma col costo del pezzo metallico tornito che sostituisce.
- Lo stampo lavora a 140-200 °C e si termoregola a olio o resistenze, non ad acqua: è il requisito che seleziona i fornitori attrezzati.
- Il PPS esiste in pratica solo caricato GF40: vale tutto quanto scritto sui caricati vetro, abrasione dello stampo compresa.
- L'errore più caro è il PEEK dove basterebbe un PBT o un nylon caricato: 120-150 °C continui si coprono a un decimo del prezzo.

Il PEEK — polietereterchetone — e il PPS — polifenilensolfuro — sono i tecnopolimeri che si scelgono quando la plastica deve lavorare **dove prima c'era il metallo**: 200-220 °C continui per il PPS, fino a 250 per il PEEK, resistenza chimica quasi totale, quote stabili sotto carico. Il PEEK costa 60-90 euro al chilo contro i 2-4 di un nylon: la domanda giusta non è «quanto costa il granulo», è «quanto costa il pezzo finito rispetto a quello che sostituisce».

Spesso, sorprendentemente, meno.

## Quando ha senso sostituire il metallo?

Quando il pezzo metallico che c'è oggi nasce da **lavorazione meccanica**: tornito, fresato, poi magari trattato e rettificato. Lì lo stampaggio cambia l'economia — un ciclo da 40 secondi contro minuti di macchina utensile — e il polimero aggiunge quello che il metallo non ha: niente corrosione, niente lubrificazione, meno peso, isolamento elettrico.

I casi tipici: boccole e sedi valvola, giranti di pompe per fluidi aggressivi, isolatori che vedono temperatura, componenti di connettori ad alta frequenza in PPS.

## Come si comportano quando li stampi?

| Parametro | PPS | PEEK |
|---|---|---|
| Ritiro | 0,2-0,8% (quasi sempre GF40) | 1-1,3% (neutro), 0,2-0,7% (caricato) |
| Temperatura stampo | 140-160 °C | 170-200 °C |
| Temperatura fusione | 310-340 °C | 360-400 °C |
| Esercizio continuo | 200-220 °C | 240-260 °C |
| Prezzo indicativo | 8-15 €/kg | 60-90 €/kg |

Sono intervalli di riferimento del settore: sul singolo pezzo si affinano in campionatura.

## Cosa chiedono a stampo e pressa?

Qui sta la selezione naturale dei fornitori. Uno stampo a 180 °C **non si termoregola ad acqua**: serve il circuito a olio diatermico o le resistenze a cartuccia, con l'isolamento termico fra stampo e piani pressa. L'[acciaio](https://meccanicapeb.com/blog/acciaio-per-stampi-materie-plastiche/) va scelto per lavorare caldo e, coi gradi caricati — il PPS praticamente esiste solo GF40 — per reggere [l'abrasione del vetro](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-caricati-vetro-guida/). Il cilindro della pressa deve arrivare a 400 °C senza degradare il materiale nelle zone morte.

Sono investimenti di attrezzatura e di esperienza: la finestra di processo è più stretta, e ogni errore costa 60 euro al chilo.

## Quando è la scelta sbagliata?

- **Quando basta meno.** Un [PBT](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-pbt-guida/) o un nylon caricato coprono 120-150 °C continui a un decimo del prezzo: il PEEK comprato «per stare tranquilli» è il modo più caro che esista di stare tranquilli.
- **Pezzi grandi e pieni**: a 60-90 €/kg il volume del pezzo È il preventivo. Il PEEK ha senso su pezzi piccoli e densi di funzione.
- **Serie enormi a basso margine**: il materiale non scende di prezzo con i volumi quanto scende tutto il resto.

## Il dato nostro

Sui progetti in PEEK che arrivano, la conversazione più utile è quasi sempre la prima: **il pezzo va davvero fatto tutto in PEEK?** Spesso la funzione ad alta temperatura sta in una zona sola, e il progetto giusto è due componenti — uno in PEEK piccolo, uno in tecnopolimero normale — assemblati. Il conto cambia di un ordine di grandezza, e la funzione resta.

## Il PEEK si può lavorare a macchina dopo lo stampaggio?

Sì, e su piccole quantità è spesso la strada giusta: si parte da un semilavorato — barra o piastra — e si asporta. Nessuno stampo da costruire, tempi corti, e per **dieci o cinquanta pezzi** il conto vince quasi sempre.

Lo stampaggio diventa conveniente quando i volumi salgono e la geometria è complessa: sopra qualche migliaio di pezzi l'ammortamento dello stampo si spalma e il tempo ciclo batte qualunque lavorazione meccanica. Il punto di pareggio si calcola come per qualsiasi tecnologia, con lo stesso ragionamento di [stampo a iniezione o stampa 3D](https://meccanicapeb.com/blog/stampo-a-iniezione-o-stampa-3d/) — solo con numeri più alti da entrambe le parti.

C'è anche una via di mezzo che usiamo spesso: stampare la geometria di base e riprendere a macchina le sole quote critiche, quando la tolleranza richiesta è più stretta di quanto un semicristallino possa garantire da solo.

## Cosa serve per avere un preventivo sensato?

La temperatura massima continua e di picco, l'ambiente chimico, il carico meccanico, e il disegno del pezzo metallico che si vuole sostituire, se esiste: è il riferimento più concreto per capire se la conversione conviene. Il [costo dello stampo](https://meccanicapeb.com/blog/quanto-costa-uno-stampo-a-iniezione/) va letto insieme al risparmio sul ciclo di vita: è lì che questi materiali vincono o perdono. In Meccanica P&B valutiamo le conversioni metallo-plastica partendo dal pezzo, non dal materiale: a volte la risposta è il PEEK, a volte è un caricato da un decimo del prezzo.

## Approfondimenti collegati

- [La guida ai caricati vetro](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-caricati-vetro-guida/) — il PPS esiste in pratica solo GF40: vale tutto anche qui.
- [Come si sceglie l'acciaio](https://meccanicapeb.com/blog/acciaio-per-stampi-materie-plastiche/) — a 200 °C di stampo l'acciaio lavora a caldo.
- [Stampaggio del PBT](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-pbt-guida/) — l'alternativa a un decimo del prezzo, fino a 140 °C.
- [Quanto costa uno stampo a iniezione](https://meccanicapeb.com/blog/quanto-costa-uno-stampo-a-iniezione/) — qui il conto va fatto sul ciclo di vita, non sul granulo.

## Domande frequenti

### Quando conviene il PEEK al posto del metallo?

Quando il pezzo metallico attuale nasce da lavorazione meccanica — tornitura, fresatura — ed è piccolo e denso di funzione: boccole, sedi, giranti, isolatori. Lo stampaggio taglia il costo unitario sui volumi, e il polimero aggiunge assenza di corrosione, peso ridotto e isolamento elettrico.

### Che differenza c'è fra PEEK e PPS?

Il PPS costa molto meno (8-15 €/kg contro 60-90), regge 200-220 °C continui ed è quasi sempre caricato vetro al 40%: rigido, stabile, ma fragile. Il PEEK arriva a 250 °C, è tenace anche non caricato e ha la migliore resistenza a fatica della famiglia. Se il PPS basta, il PEEK è uno spreco.

### Perché lo stampo per PEEK non si raffredda ad acqua?

Perché deve stare a 170-200 °C, oltre il punto di ebollizione: serve olio diatermico o resistenze elettriche, con isolamento termico verso i piani della pressa. È un requisito di attrezzatura che non tutti gli stampatori hanno, e una delle prime domande da fare a un fornitore.

### Il PEEK si può stampare con inserti metallici?

Sì, ed è una combinazione frequente: inserto metallico dove serve il filetto o la conducibilità, PEEK attorno per funzione e isolamento. Chiede uno stampo progettato per l'inserimento e un controllo termico curato, perché l'inserto freddo in uno stampo a 190 °C è una discontinuità da gestire.

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Meccanica P&B Srl — stampi per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e stampaggio conto terzi a Barlassina (MB), dal 1988. Progettazione, costruzione dello stampo, stampaggio, manutenzione e assemblaggio nello stesso stabilimento. ISO 9001:2015.

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