# Stampaggio del PBT: il tecnopolimero dei connettori

> Il PBT tiene forma e isolamento dove passa la corrente: connettori, bobine, portafusibili. Ritiro, essiccazione obbligatoria e confronto vero col nylon.

Pagina: https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-pbt-guida/
Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-08-05 · Aggiornato: 2026-09-29 · Categoria: Materiali e polimeri

## In breve

- Il PBT assorbe un decimo dell'umidità del nylon: quote e proprietà dielettriche restano quelle uscite dallo stampo — è il motivo per cui l'elettrico lo ha scelto.
- L'essiccazione è obbligatoria: 3-4 ore a 120 °C. Il PBT umido si idrolizza in pressa e il pezzo esce perfetto all'aspetto ma con metà della resistenza.
- Ritiro 1,2-2% da neutro, 0,3-1% nel GF30 ma anisotropo: sui caricati il tema non sono le quote, è la deformazione.
- Stampo a 60-100 °C con termoregolazione vera: l'acqua di rete non basta per una cristallizzazione uniforme.
- Il limite è l'acqua calda continua: sopra gli 80 °C immerso, l'idrolisi lavora sul pezzo finito come lavorerebbe sul granulo.

Il PBT — polibutilentereftalato, un poliestere tecnico — è il materiale che l'industria elettrica ed elettronica ha eletto a standard: connettori, bobine, portafusibili, corpi di sensori. I motivi sono tre e si tengono: **isola bene anche in ambiente umido**, perché assorbe pochissima acqua; tiene le quote nel tempo; accetta i ritardanti di fiamma richiesti dalle norme senza perdere lavorabilità. Ritira dall'1,2 al 2% da neutro, molto meno nei gradi caricati vetro che sono la sua forma più diffusa.

## Perché l'elettrico lo ha scelto?

Il confronto naturale è col [nylon](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-nylon-poliammide-pa-guida/), che è più tenace e regge temperature più alte. Ma il nylon assorbe umidità, e con l'umidità cambiano due cose che all'elettrico non possono cambiare: le **quote** — un connettore che si muove non aggancia più — e le **proprietà dielettriche**. Il PBT assorbe un decimo dell'acqua del PA6: quello che esce dallo stampo resta quello, montato in un quadro in Brasile come in Brianza.

## Come si comporta il PBT quando lo stampi?

| Parametro | Valore tipico | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Ritiro | 1,2-2% (neutro), 0,3-1% (GF30, anisotropo) | quote buone nei caricati, deformazione da governare |
| Temperatura stampo | 60-100 °C | termoregolazione vera, non acqua di rete |
| Temperatura fusione | 240-270 °C | finestra media |
| Essiccazione | 3-4 ore a 120 °C | obbligatoria: l'umidità spezza le catene in pressa |
| Difetto tipico | fragilità da idrolisi | invisibile a occhio, il pezzo sembra perfetto |

Sono intervalli di riferimento del settore: sul singolo pezzo si affinano in campionatura.

## Perché l'essiccazione qui non si negozia?

Perché il PBT in pressa, se è umido, **si idrolizza**: l'acqua a 260 °C taglia le catene del polimero. Il pezzo esce con l'aspetto giusto, le quote giuste, e una resistenza meccanica che può essere metà di quella dichiarata. È il difetto peggiore che esista, perché non si vede: si scopre al montaggio, quando la clip si spezza, o peggio sul campo.

Un essiccatore che lavora a 120 °C per 3-4 ore e un controllo del punto di rugiada non sono raffinatezze: sono la differenza fra stampare PBT e stampare un materiale che gli somiglia.

## Quando conviene sceglierlo?

- **Connettori e componenti elettrici**: rigidità, isolamento stabile, gradi V-0 disponibili, e il cricchetto di aggancio scatta uguale per anni.
- **Quote che devono restare**: dove il nylon si muove con l'umidità, il PBT no.
- **Sotto cofano moderato e attuatori**: fino a 120-140 °C continui nei gradi caricati.
- **Finitura superficiale nei caricati**: a parità di vetro, il PBT GF30 esce più liscio del PA6 GF30 — sui pezzi a vista tecnici si nota.

## Quando è la scelta sbagliata?

- **Acqua calda continua**: l'idrolisi che minaccia il granulo in pressa minaccia anche il pezzo finito immerso a 80-90 °C — vasche, boiler, vapore chiedono altro.
- **Urti forti**: da neutro è meno tenace del nylon condizionato; esistono gradi modificati, ma il confronto va fatto.
- **Trasparenza**: è opaco.

## Il dato nostro

Sui PBT caricati vetro che stampiamo, la conversazione più utile con l'ufficio tecnico del cliente è quasi sempre sulla **deformazione, non sulle quote**: il GF30 ritira in modo diverso lungo la fibra e attraverso, e un connettore lungo e sottile tende a diventare una banana. La contromisura sta nel [punto di iniezione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/) e nel bilanciamento del riempimento, decisioni che costano zero sul modello 3D e uno stampo modificato dopo. Ne parliamo per intero nella [guida ai caricati vetro](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-caricati-vetro-guida/).

## Il PBT si può saldare o incollare?

Sì, ed è una delle ragioni per cui il settore elettrico lo usa: la **saldatura a ultrasuoni** funziona bene su PBT, ed è il modo standard di chiudere due gusci di un connettore o di un sensore senza viti né adesivi.

L'incollaggio è più delicato: la superficie ha un'energia medio-bassa e i gradi caricati vetro complicano ulteriormente la presa. Dove serve un incollaggio strutturale conviene prevedere un ancoraggio meccanico — un sottosquadro, una tasca — invece di affidare tutto all'adesivo.

Un'avvertenza che vale per entrambe le tecniche: **il pezzo va saldato o incollato asciutto**. Un PBT che ha assorbito umidità in magazzino dà saldature porose, ed è il tipo di difetto che si scopre in collaudo di tenuta e non prima.

## Cosa serve per avere un preventivo sensato?

Il grado esatto (neutro o GF, con classe di fiamma se richiesta), le quote funzionali dell'aggancio, la temperatura massima continua e l'ambiente — umido, oli, esterno. In Meccanica P&B il PBT lo stampiamo soprattutto caricato, su stampi costruiti in casa con acciai scelti per il vetro: [l'abrasione](https://meccanicapeb.com/blog/acciaio-per-stampi-materie-plastiche/) sul punto di iniezione non perdona gli acciai teneri.

## Approfondimenti collegati

- [Stampaggio del nylon](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-nylon-poliammide-pa-guida/) — il confronto che decide metà dei componenti elettrici.
- [La guida ai caricati vetro](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-caricati-vetro-guida/) — il PBT lavora quasi sempre col 30% di vetro addosso.
- [Come si sceglie l'acciaio](https://meccanicapeb.com/blog/acciaio-per-stampi-materie-plastiche/) — il vetro consuma, l'acciaio va scelto di conseguenza.
- [Le otto regole di progettazione](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/) — punto di iniezione e spessori contro la deformazione.
- Le bave — perché PBT e nylon bavano dove altri materiali no

## Domande frequenti

### Meglio PBT o nylon (PA6) per un componente elettrico?

Quasi sempre PBT: assorbe pochissima umidità, quindi quote e isolamento restano stabili in qualsiasi clima. Il nylon è più tenace e regge temperature più alte, ma si muove con l'umidità — e un connettore che si muove non aggancia più. La scelta si ribalta solo dove dominano urti e temperatura.

### Perché il PBT va essiccato così a fondo?

Perché l'umidità a 260 °C spezza le catene del polimero (idrolisi): il pezzo esce con aspetto e quote giusti ma resistenza dimezzata, e nessun controllo visivo lo scopre. Servono 3-4 ore a 120 °C e un essiccatore a punto di rugiada controllato.

### Il PBT GF30 si deforma: è normale?

È la natura del materiale: le fibre di vetro si orientano col flusso e il ritiro lungo la fibra è diverso da quello trasversale. La deformazione si governa in progettazione — punto di iniezione, spessori, bilanciamento del riempimento — molto più che in pressa.

### Il PBT resiste all'esterno?

Bene ai raggi UV nei gradi stabilizzati e all'umidità atmosferica; male all'immersione in acqua calda, che lo idrolizza nel tempo. Per un componente elettrico esterno è una scelta solida; per uno immerso in acqua a 80 °C no.

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Meccanica P&B Srl — stampi per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e stampaggio conto terzi a Barlassina (MB), dal 1988. Progettazione, costruzione dello stampo, stampaggio, manutenzione e assemblaggio nello stesso stabilimento. ISO 9001:2015.

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