# Stampaggio PA66 caricato vetro: parametri di processo e ritiro

> Stampaggio PA66 GF30 a Barlassina su nove presse da 60 a 180 tonnellate: essiccazione, fuso, stampo, ritiro misurato in due direzioni, risposta in 24 ore.

Pagina: https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-pa66-caricato-vetro/
Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-10-07 · Aggiornato: 2026-10-06 · Categoria: Materiali e polimeri

## In breve

- Stampiamo PA66 caricato vetro al 30% a Barlassina, su nove presse da 60 a 180 tonnellate, con pezzi da 0,2 a 100 grammi.
- Essiccazione 80 °C per 4-6 ore in tramoggia deumidificante, punto di rugiada sotto -25 °C, umidità residua sotto 0,20%.
- Fuso 280-300 °C e stampo 80-100 °C: sotto i 60 °C di stampo la cristallizzazione resta incompleta e il pezzo continua a ritirare in magazzino.
- Ritiro 0,3-0,5% in direzione di flusso e 0,8-1,2% in trasversale: due valori e non uno, ed è la differenza che decide la geometria delle cavità.

Il PA66 caricato vetro al 30% si stampa con fuso fra 280 e 300 °C e stampo fra 80 e 100 °C, dopo essiccazione a 80 °C per 4-6 ore, e ritira dallo 0,3 allo 0,5% in direzione di flusso contro lo 0,8-1,2% in trasversale. Quei due numeri sono la ragione per cui questa pagina esiste: chi disegna la cavità con un valore solo si ritrova gli interassi fuori tolleranza e le piastre imbarcate, e dal ferro si può solo togliere.

## Lo stampate?

Sì. PA66 GF30 a Barlassina, su nove presse da 60 a 180 tonnellate, dieci ore al giorno. Pezzi da 0,2 a 100 grammi, stampi multicavità, cicli fra 10 e 40 secondi. Stampo costruito e manutenuto qui dentro: con la carica vetro l'usura del punto di iniezione si riprende in giornata. Le scelte costruttive stanno in [stampo per materiali caricati vetro](https://meccanicapeb.com/blog/stampo-per-materiali-caricati-vetro/), il confronto fra le cariche in [stampaggio dei caricati vetro](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-caricati-vetro-guida/).

## Quali sono i parametri di processo del PA66 GF30?

| Parametro | Valore di lavoro | Cosa succede se sbagli |
|---|---|---|
| Essiccazione | 80 °C, 4-6 ore, tramoggia deumidificante | Sotto: argentature a ventaglio dal punto di iniezione |
| Punto di rugiada e umidità residua | sotto -25 °C, massimo 0,20% | Sopra 0,25%: idrolisi in vite, il pezzo si rompe di schianto |
| Temperatura fuso | 280-300 °C | Sotto 275 fibre non bagnate, sopra 305 striature brune |
| Temperatura stampo | 80-100 °C | Sotto 60: fibre affioranti e post-ritiro in magazzino |
| Ritiro | 0,3-0,5% nel flusso, 0,8-1,2% trasversale | Preso come valore unico: interassi fuori tolleranza e piastre imbarcate |
| Residenza in vite | massimo 5-6 minuti a 290 °C | Oltre: colore al bruno e pezzi fragili dopo un fermo |
| Contropressione e giri vite | 30-80 bar, velocità periferica bassa | Alta: fibre spezzate, modulo perso in collaudo |
| Ugello | autochiusura | La PA66 fusa ha viscosità vicina all'acqua: cola a ogni apertura |


## Perché il pezzo cambia misura dopo lo stampaggio?

Perché la PA66 assorbe umidità dall'aria: a 23 °C e 50% di umidità relativa un GF30 arriva intorno all'1,5% di acqua in peso e cresce di 0,1-0,3% sulle quote. Il collaudo dimensionale si fa dopo condizionamento, e vale per tutte le [poliammidi](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-nylon-poliammide-pa-guida/), caricate e no.

## Perché la linea di giunzione si rompe?

Perché lì le fibre restano parallele alla saldatura invece di attraversarla e la resistenza cala intorno al 50%. Si sposta cambiando il punto di iniezione, non si recupera con la pressione.

## Lo stampate per uno come me?

| Ci rientriamo | Meglio altrove |
|---|---|
| Da 5.000 a 500.000 pezzi all'anno | Venti prototipi, o milioni su linea dedicata |
| Pezzo da 0,2 a 100 grammi | Oltre 150 grammi, o pareti sopra 6 mm |
| Chiusura fino a 180 tonnellate | Chiusure oltre 180 tonnellate |

## Quando il PA66 GF30 è la scelta sbagliata?

Su un pezzo a vista lucido: le fibre affiorano e la superficie resta opaca. Su parti che devono flettere o incastrarsi a scatto: l'allungamento a rottura sta intorno al 3%, si spezza. In contatto continuo con acqua calda o glicole le quote si muovono: lì si guarda un [PBT](https://meccanicapeb.com/blog/stampaggio-pbt-guida/).

## Cosa serve per il preventivo?

1. Il 3D in STEP, oppure il pezzo campione.
2. Volumi annui e lotto minimo.
3. Il grado esatto, o temperatura di esercizio e carico.

Prima analisi tecnica entro 24 ore lavorative.

## Domande frequenti

### Il PA66 caricato vetro si può stampare senza essiccarlo?

No. La poliammide 66 assorbe umidità anche dentro il sacco già aperto, e sopra lo 0,25 per cento di acqua residua la catena polimerica si spezza in vite per idrolisi. Il pezzo esce con argentature a ventaglio dal punto di iniezione e si rompe di schianto sotto carico, anche quando la superficie sembra sana. Si essicca a 80 gradi per 4-6 ore in tramoggia deumidificante, con punto di rugiada sotto -25 gradi.

### Quanto ritira il PA66 caricato fibra di vetro al 30%?

Da 0,3 a 0,5 per cento in direzione di flusso e da 0,8 a 1,2 per cento in direzione trasversale. Il ritiro non risulta uniforme perché le fibre si orientano nel senso in cui il materiale scorre e frenano la contrazione in quella direzione, mentre lasciano libera la direzione perpendicolare. Chi disegna le cavità con un valore unico si ritrova interassi fuori tolleranza e piastre imbarcate. Il valore va rilevato sul pezzo condizionato, non a bordo pressa.

### Meglio PA66 o PA6 caricato vetro?

PA66 quando il pezzo lavora caldo o deve tenere la quota: fonde a 260 gradi contro i 220 gradi del PA6, cristallizza in fretta e assorbe meno acqua a parità di ambiente, quindi si muove meno in esercizio. PA6 quando contano la superficie e la tenacità, e quando il prezzo al chilo pesa sul preventivo. Sopra i 120 gradi continui la scelta cade sul PA66, sotto i 90 gradi la differenza si vede raramente.

### Serve un acciaio particolare per lo stampo del PA66 caricato vetro?

Si. Il 30 per cento di fibra di vetro abrade il tagliente e la zona di iniezione molto più in fretta di un materiale non caricato: uno stampo pensato per PP arriva a bava in poche decine di migliaia di stampate. Si lavora con acciai temprati intorno a 54-58 HRC e con inserti sostituibili dove il flusso carico batte per primo. Da noi lo stampo non esce dallo stabilimento e la ripresa si fa in giornata.

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Meccanica P&B Srl — stampi per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e stampaggio conto terzi a Barlassina (MB), dal 1988. Progettazione, costruzione dello stampo, stampaggio, manutenzione e assemblaggio nello stesso stabilimento. ISO 9001:2015.

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