# Bolle e vuoti nei pezzi stampati: cause e soluzioni

> Bolle interne e superfici che affondano su un pezzo a iniezione: come si distingue una bolla da umidità da un vuoto da ritiro, e cosa si prova per primo.

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Autore: Ufficio tecnico Meccanica P&B
Pubblicato: 2026-08-08 · Aggiornato: 2026-09-29 · Categoria: Difetti di stampaggio

## In breve

- Prima di cambiare un parametro si distingue la causa: bolla da umidità (parete interna lucida, striature argentate) o vuoto da ritiro (parete opaca e filamentosa, solo negli spessori grossi).
- Il test si fa in trenta secondi sezionando il pezzo e guardando dentro la cavità.
- Se è ritiro, la prima correzione da provare è alzare pressione e tempo di mantenimento — ma solo se il punto di iniezione non è già solidificato, altrimenti non arriva niente in cavità.
- Una nervatura oltre il 50-60% dello spessore della parete produce il vuoto comunque: è geometria, e nessun parametro la compensa.

Una bolla dentro un pezzo stampato può avere due origini completamente diverse, e confonderle porta a girare in tondo per giorni. La prima cosa da fare non è cambiare un parametro: è **capire quale delle due si ha davanti**.

## Come si distinguono, in trenta secondi?

| | Bolla da umidità | Vuoto da ritiro |
|---|---|---|
| Dove sta | ovunque, anche su spessori sottili | solo dove il pezzo è più spesso |
| Forma | tante, piccole, sparse | uno, grande, al centro della sezione |
| In superficie | striature argentate in direzione del flusso | spesso un risucchio sopra |
| Sezionando | superficie interna lucida | superficie interna opaca, filamentosa |
| Se rallenti il ciclo | non cambia | migliora |

Il test più rapido: **sezionare il pezzo e guardare dentro la cavità**. Una bolla d'acqua evaporata lascia una parete lucida; un vuoto da ritiro lascia una superficie strappata, opaca, con filamenti di materiale.

## Se è umidità

Il materiale è arrivato in cavità con acqua dentro, e a 250 gradi l'acqua diventa vapore. Riguarda soprattutto **PA, PC, PBT, ABS e PMMA**, che assorbono umidità dall'aria anche solo stando in reparto in un sacco aperto.

Cosa controllare, in quest'ordine:

1. **Quante ore di essiccazione**, non «è stato essiccato». Un PA vuole 4-6 ore a 80 °C, un PC 3-4 ore a 120 °C: sono ordini di grandezza tipici, il dato buono è quello della scheda del produttore.
2. **L'essiccatore funziona davvero?** Un deumidificatore con il setaccio esausto scalda l'aria senza toglierle acqua. Si vede solo misurando il punto di rugiada, non guardando il display della temperatura.
3. **Da quanto è aperto il sacco.** Un tecnopolimero igroscopico lasciato aperto una notte in reparto può tornare fuori specifica.
4. **La tramoggia è coibentata?** Materiale essiccato che riprende umidità nel tragitto è un classico dei reparti umidi.

## Se è ritiro

Il materiale si è raffreddato dall'esterno verso l'interno; la pelle è solidificata per prima e il cuore, ritirandosi, non ha trovato altro materiale da richiamare. Si è aperto un vuoto.

Cosa si prova sulla pressa, in quest'ordine:

1. **Alzare la pressione di mantenimento** e allungarne il tempo. È la correzione che risolve più casi in assoluto.
2. **Verificare che il punto di iniezione non sia già solidificato** prima della fine del mantenimento: se il canale gela per primo, il mantenimento non arriva più in cavità e si può spingere quanto si vuole senza effetto.
3. **Abbassare la temperatura del materiale**, che riduce il ritiro volumetrico.
4. **Alzare la temperatura dello stampo** nella zona spessa, per far solidificare il cuore più lentamente e in modo più uniforme.

## Quando invece è il pezzo a essere fatto male?

Se il vuoto sta sempre nello stesso punto e le correzioni di processo lo spostano senza toglierlo, il problema è **geometrico**: c'è un accumulo di massa che nessun parametro può compensare.

I punti dove succede sempre:

- nervature più spesse della metà della parete a cui si attaccano
- incroci di nervature, dove le masse si sommano
- borchie e bossaggi pieni, invece che svuotati
- variazioni brusche di spessore senza raccordo

La regola pratica: **una nervatura non deve superare il 50-60% dello spessore della parete**. Sopra quella soglia il risucchio o il vuoto è quasi garantito, ed è una cosa che si vede in [simulazione di riempimento](https://meccanicapeb.com/servizi/progettazione-stampi/simulazione-moldflow/) prima di lavorare l'acciaio.

## Approfondimenti collegati

- [La mappa completa dei difetti di stampaggio](https://meccanicapeb.com/blog/difetti-stampaggio-iniezione/)
- [Risucchi: il difetto gemello](https://meccanicapeb.com/blog/risucchi-pezzo-stampato-come-evitarli/)
- [Progettare un pezzo che si stampa bene](https://meccanicapeb.com/blog/guida-progettazione-stampaggio-iniezione/)
- Pezzo incompleto — la stessa aria che non esce, vista dal lato del riempimento
- Bruciature — quando l'aria compressa arriva a bruciare il materiale

## Domande frequenti

### Come distinguo una bolla d aria da un vuoto da ritiro?

Sezionando il pezzo. La bolla da umidità o aria intrappolata lascia una parete interna lucida; il vuoto da ritiro lascia una superficie opaca e filamentosa, perché il materiale si e strappato mentre si contraeva. E il test più veloce che esista.

### Ho essiccato il materiale e le bolle ci sono ancora. Perché?

Le ipotesi in ordine: le ore non erano sufficienti per quel polimero, l'essiccatore scalda ma non deumidifica (setaccio esausto), oppure il materiale riprende umidità fra essiccatore e tramoggia. Il dato che conta è il punto di rugiada dell'aria, non la temperatura sul display.

### Alzare la pressione di mantenimento risolve sempre?

No, e c e un caso in cui non può funzionare: se il punto di iniezione solidifica prima della fine del mantenimento, la pressione non arriva più in cavità. Si spinge di più senza nessun effetto, e si rischia solo di fare bave.

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